Alberto Guidorzi, agronomo con una vastissima e pluriennale esperienza, in questo articolo ci spiega cosa succede in alcune pianure canadesi. Cosa si produce lì e perché alcune fortunate particolari condizioni agronomiche (i terreni sono molto ricchi in sostanza organica perché per secoli ci sono state le praterie e quindi gli apparati radicali decomposti hanno fertilizzato i terreni) possono creare competizione fino a casa nostra. Difatti, nelle grandi praterie canadesi del Saskatchewan e di Manitoba si coltivano cereali: grano (grano duro e tenero primaverile), orzo, avena, segale e triticale; semi oleosi: colza (colza), lino, girasole e senape; legumi: lenticchie, piselli secchi, ceci e fagioli; colture speciali: riso selvatico. Ma è il grano a intimidirci, per varie ragioni, spiegate nell’articolo. Spesso per contrastare la concorrenza e ignorando le ragioni di agricolture più efficienti, parliamo con spregio di grano estero e appunto canadese, pieno di erbicida e di schifezze varie, e di contro facciamo vanto delle nostre produzioni che invece sono in affanno. Anche qui, a volte, basterebbe solo analizzare le trasformazioni in atto e creare le condizioni sia per migliorare le nostre produzioni e renderle competitive. Insomma tanto sarebbe guadagnato se mettessimo in atto una sana collaborazione, invece di inventare storie per glorificare enfaticamente noi stessi e deplorare gli altri che stanno messi meglio di noi.






