Di recente, nel 2023, su MDPI, è stato pubblicato uno studio intitolato: “Insetti commestibili in Thailandia, una panoramica sullo stato, le proprietà, la lavorazione e l’utilizzo nell’industria alimentare”.
Lo studio, partendo dalla sempre maggior popolarità che alcuni insetti stanno riscuotendo in Thailandia, esamina le proprietà proprio di alcuni di essi, quelli commestibili più consumati e venduti in Thailandia: locuste, punteruoli delle palme, pupe del baco da seta, bruchi del bambù, grilli, formiche rosse e cimici d’acqua giganti.
Questi insetti commestibili sono un’eccellente fonte di proteine, grassi, vitamine e minerali. In particolare, grilli e cavallette sono ricchi di proteine, con un contenuto proteico medio degli insetti commestibili che varia da 35 a 60 g/100 g di peso secco o da 10 a 25 g/100 g di peso fresco. Questo supera il contenuto proteico di molte fonti vegetali.
Oltre al loro valore nutrizionale, gli insetti commestibili contengono composti biologicamente attivi che offrono diversi benefici per la salute. Tra questi, proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, anticollagenasi, antidiabetiche/insulino-simili/peptide insulino-simile (ApILP), antidiabetiche, anti-invecchiamento e immunostimolanti.
L’industria alimentare thailandese può lavorare e utilizzare gli insetti commestibili in diversi modi, come la lavorazione a bassa temperatura, che include refrigerazione e congelamento, tecniche di lavorazione tradizionali e l’incorporazione degli insetti in prodotti come farina, proteine, olio e cibo in scatola.
Tutto sta a superare il problema del disgusto, non è un problema da poco, ma con un po’ di marketing possiamo provare ad assaggiare cibo tradizionale, ma comunque prodotto da nonne, non italiane certo, ma sempre nonne sono.








