• Torna al Foglio.it
mercoledì 28 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Come Funziona

Agricoltura è anche territorio: ma se questo è in dissesto?

da Redazione
27/10/2026
in Come Funziona
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Agricoltura è anche territorio, lo diciamo sempre. Ma se il territorio subisce un dissesto economico, poi l’agricoltura riesce a innervare beneficamente il territorio?

Ora, la relazione della Corte di Conti, depositata il 30 settembre 2026, evidenzia una forte vulnerabilità territoriale, legata non solo alla gestione degli Enti ma anche a fattori economici e sociali strutturali. 

Articoli suggeriti

C’è piantumazione e piantumazione: il caso mangrovie

Cosa stanno facendo di bello al CREA

Un insegnamento e una storia virtuosa: cantine Matteo Ascheri 

Nella sostanza la relazione evidenzia che tre Regioni raccolgono ben l’80% dei dissesti dichiarati: sono Campania, Calabria e Sicilia.

In Calabria, il 54% dei Comuni ha avuto almeno una crisi, in Sicilia il 41% e in Campania il 39%.

Che si fa a questo punto?

Va precisato che il Comune non può fallire, o meglio non può fallire come invece fallisce un’azienda, ma che all’uopo si dichiara fallimento quando il Comune non riesce a pagare i creditori o i servizi essenziali. 

Per prima cosa si nomina una commissione straordinaria di liquidazione che dovrà ripianare i vecchi debiti. L’unico modo per farlo e alzare i tributi, per cinque anni, che il limite consentito dalla legge. Quindi, nella sostanza, un Comune ha cinque anni di tempo per ripianare il buco

Il report della Commissione spiega perché l’80% dei fallimenti riguarda il Sud. In sintesi: la riscossione dei tributi è troppo bassa, quindi non entrano soldi in cassa. Da parte sua il Comune nella parte attiva del bilancio mette i soldi che devono arrivare ma poi i cittadini non pagano o non ce la fanno a pagare i tributi e quella somma da incassare rimane scoperta.

Il Comune deve andare a riscuotere e secondo il report della Commissione questa parte è per varie ragioni deficitaria, insomma non è facile riscuotere, per vari motivi che il report elenca.

In questi casi, il Comune cerca una strategia di uscita, iscrive a bilancio le riscossioni che prima o poi conta di avere. Secondo la Commissione spesso i Comuni sopravvalutano la cifra attesa creando aspettative non realistiche e insomma si finisce che per anni a bilancio si inserisce nella voce entrata: soldi in arrivo. Che però non arrivano mai.

Anche per questo, dal 2015, sono entrate in vigore nuove regole contabili obbligano a mettere da parte un fondo per i crediti difficili da riscuote, insomma un fondo, cioè soldi, per riscuotere dei soldi che difficilmente verranno riscossi.

Quasi nessuno riesce nei cinque anni previsti a ripianare il buco, tanto è vero che dal 2007 solo il 17% dei dissesti è stata ripianato nei cinque anni previsti, dunque la crisi ricomincia e si va avanti con una nuova Commissione liquidatrice e altri cinque anni.

Il report segnala che ben 92 comuni calabresi e 79 siciliani hanno avuto più dissesti e ancora oggi molti comuni dissestati sono il risultato di programmi di riassetto di bilancio falliti in precedenza.

Vabbè, chi paga? Pagano i cittadini che come in un condominio devono aumentare le quote per sanare i debiti, pagano ancora una volta i cittadini perché il comune eroga meno servizi e infine pagano le imprese che hanno un credito e che non vedendo mai arrivare quei soldi, in prospettiva potranno smettere di far credito o di investire in quei territori.

Siccome l’agricoltura innerva un sistema complesso, si capisce che una buona gestione comunale serve all’agricoltura, così come una buona pratica agricola può contribuire a mettere in sicurezza il bilancio comune. Una sfasatura in questo dialogo porta alle conseguenze che vediamo: declino di alcuni territori, incapacità di investire per il futuro. Finisce che diventiamo tutti frustrati e cela prendiamo col grano canadese, così per dire.

Per leggere il rapporto: 

https://www.corteconti.it/Download?id=b6816222-6364-44a2-9d96-6eca62390f27

Precedente

Prima delle macchine volanti ci sono le raccoglitrici volanti

Hai letto anche questi?

C’è piantumazione e piantumazione: il caso mangrovie
Come Funziona

C’è piantumazione e piantumazione: il caso mangrovie

13/10/2026
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

29/09/2026
Un insegnamento e una storia virtuosa: cantine Matteo Ascheri 
Come Funziona

Un insegnamento e una storia virtuosa: cantine Matteo Ascheri 

15/09/2026

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Agricoltura è anche territorio: ma se questo è in dissesto?
Come Funziona

Agricoltura è anche territorio: ma se questo è in dissesto?

da Redazione
Ottobre 27, 2026
0

Agricoltura è anche territorio, lo diciamo sempre. Ma se il territorio subisce un dissesto economico, poi l’agricoltura riesce a innervare...

Leggi tuttoDetails
Prima delle macchine volanti ci sono le raccoglitrici volanti
Forse non tutti sanno che

Prima delle macchine volanti ci sono le raccoglitrici volanti

da Valeria Cecilia
Ottobre 27, 2026
0

La raccolta è un lavoro faticoso e costoso, tra l’altro nella frutticoltura viene concentrato in un breve periodo di tempo,...

Leggi tuttoDetails
Costanza Melani, autrice tv
Miglior Articolo

Storie di alberi più complicate di quelle che sembrano

da Redazione
Ottobre 19, 2026
0

La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, ovvero un’area di quattro ettari e mezzo lungo la via Emilia, che...

Leggi tuttoDetails
Per fare certe cose ci vuole orecchio, e parecchio ossigeno.
Editoriali

Ora sono troppi gli alberi

da Antonio Pascale
Ottobre 14, 2026
0

A metà degli anni ’80, ad Agraria, a Portici, studiavo e mi vergognavo. I miei amici avevano scelto Filosofia o...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.