È sempre questione di abitudine: siamo abituati a pensare che all’incendio si risponde con grande dispiegamento di mezzi, grazie ai quali, alla fine, dopo una lunga battaglia, i nostri avranno la meglio: dunque, finito l’incendio, finito il problema. E invece il problema comincia non appena l’incendio è stato spento…
Finito l’incendio inizia – o continua- il sistema a triade, previsione, prevenzione, lotta. È chiaro che nella prevenzione (il secondo punto) rientra la buona educazione ambientale (non si accendono barbecue nel bosco, non si fuma, ecc., ecc.). È altresì evidente che a questa andrebbero aggiunte azioni politiche che dovrebbero rendere sconveniente tutti quei sistemi speculativi che favoriscono chi vuole incendiare un bosco. Tra i sistemi preventivi vanno considerati quegli interventi selvicolturali grazie ai quali sottraiamo combustile al fuoco, e cioè dispogliamo, diradiamo, insomma creiamo una barriera al fuoco, tra le piante stesse. Interventi chirurgici, meno dell’1% del nostro territorio boschivo all’anno che però potrebbero salvaguardare il restante 99%. Interventi mirati grazie ai quali creiamo una sorta di distanziamento fra gli alberi o andiamo a sottrarre quei pioli della scala che permettono al fuoco di salire da basso fino alla chioma, quindi togliamo materiale arbustivo. Va considerata altresì la viabilità. Che lo so, suona come una bestemmia, ma come: una strada che interrompe un meraviglioso versante di Pini e Abeti? Certo che sì, altrimenti come li portiamo i mezzi dei nostri gloriosi pompieri fino dove ce n’è bisogno? Se non ci sono strade, come ci arriviamo in alto? O in mezzo al bosco?
Aggiungiamo anche i viali taglia fuoco non tra una pianta e un’altra ma tra un versante e un altro, di modo che quando il fuoco arriva sul viale parafuoco non trova combustibile e quanto meno rallenta.
Dove vanno fatti questi interventi? Dovunque? No, solo là dove (ed è il primo punto), prevediamo che potranno esserci incendi – lo facciamo grazie a una modellistica sempre più raffinata che stima le correnti, la vegetazione e altre variabili predittive del fuoco.
Il recente incendio (12 luglio) nel parco nazionale di Yosemite, in California, è stato domato perché il fuoco ha subito un arresto grazie a quelle operazioni di prevenzioni e previsione di cui sopra.
Si possono salvare i boschi, anzi mettiamolo così che viene meglio, più realista e meno romantica: salviamo noi stessi salvando i boschi.







