Anche io come tanti ho un sogno: che la storia del mondo – che è anche storia dell’antropologia, dell’agricoltura, delle innovazioni e naturalmente dell’arte- si racconti solo attraverso il grano. Questo cereale riassumente bene, come nessun’altra coltura, la nostra storia, e spiega alcuni paradossi della condizione umana che da millenni i filosofi cercano con fatica di analizzare.
“Il mondo è riassunto in un campo di grano”, dovrebbe essere il titolo del corso di studi.
Il mio sogno non si avvera, ma per fortuna altre persone hanno il mio stesso sogno lo portano avanti in altri modi. E’ in uscita uno splendido libro dal titolo semplice ma con una suggestione carveriana: Elogio del grano. Di cosa parliamo, quando parliamo di grano (edizione Medicea Firenze).
Il saggio di autori vari racconta le sfaccettature del grano, appunto, antropologiche, sociologiche, agronomiche e artistiche e tante altre.
I capitoli, per esempio, vanno da quelli più tecnici a quelli di ampio respiro. Si passa dal manuale del coltivatore amatoriale del grano, alla simbologia del pane, ancora al frumento antico e quello moderno, al frumento nella nutrizione umana e al frumento che racconterà il mondo del futuro, per finire con un bell’excursus del frumento nell’arte.
Alla fine del libro molte domande su chi siamo saranno perlomeno più chiare, come più leggibile risulterà la storia dell’umanità che passa attraverso il grano.
Anticipiamo una parte della bella prefazione di Giorgio Manzi che racconta che cosa troverete nel libro.
“… che ne sai tu di un campo di grano …?: quelli della mia generazione, e di certo non solo loro, ricordano le parole scelte da Giulio Rapetti, in arte Mogol, per arricchire di evocazioni (anche personali, come sembra) uno dei più celebri brani messi in musica e cantati da Lucio Battisti; il brano è del 1971 e s’intitolava Pensieri e parole.
Con la sua Enciclica del 2015 Laudato si’ – sulla cura della casa comune, Francesco, ponendosi nella scia del Poverello d’Assisi, spiegava con lucidità e tempismo l’importanza di uno sguardo ecologico alla natura e a noi stessi. Metteva in chiaro che la nostra casa comune, il pianeta Terra, richiede un impegno responsabile – e, direi, rivoluzionario – di attenzione e di cura. Insisteva sull’urgenza che, in nome di una fraternità planetaria, questo impegno debba venire da parte dell’umanità intera.
(…) Il libro che avete fra le mani affronta proprio questo tema, attraverso gli scritti collettanei ispirati e guidati dal fisico Piero Chiaradia. Sono qui raccolti i contributi di alcune figure di diversa provenienza disciplinare, ma al tempo stesso fra loro complementari, che hanno deciso di declinare in una varietà di modi possibili, ciascuna/o secondo le proprie competenze, la parola “grano” o, se si vuole, il suo sinonimo “frumento”.
Rompe il ghiaccio lo stesso curatore dell’opera, con un’inconsueta disamina della coltivazione del grano in forma amatoriale e su scala familiare, dunque senza l’apporto (se non limitato) di macchine. Vi troviamo poi il testo di Lucia Galasso, in cui si volge uno sguardo antropologico al prodotto primario del grano, cioè il pane: alimento evocativo di profondi significati simbolici, che è parte di tante culture da millenni, quale risultato alimentare del duro lavoro nei campi.
Procedendo sulla stessa traccia, segue il contributo archeologico di Bianca Ferrara, a cavallo fra storia e mitologia della produzione e del consumo di questo alimento: dal Neolitico agli antichi greci e al mondo romano. Seguono gli istruttivi interventi più biologici ed ecologici di Stefano Benedettelli e Lisetta Ghiselli, di Marina Carcea e, infine, di Mario Enrico Pè e Leonardo Caproni. In questi, come in un “crescendo rossiniano” – o, meglio, seguendo un approccio sempre più analitico e, vorrei dire, riduzionista – il frumento e il suo prodotto alimentare vengono visti dal punto di vista della botanica e dell’agronomia, delle scienze dell’alimentazione, della genetica e della biologia molecolare.
Chiude il volume uno sguardo alla storia dell’arte, dove Laura Rago mostra bene, con una varietà di dettagli e una notevole quantità di illustrazioni, come siano state raccontate nell’arte, nel corso della storia, sia la lavorazione del grano sia la produzione del pane: ancora una volta, dal Neolitico agli egizi, ai greci e ai romani, per arrivare al Medioevo e all’Età moderna nei loro diversi risvolti e correnti stilistiche”.
(ringraziamo l’editore e gli autori tutti)







