La regione vinicola della Linguadoca-Rossiglione non produce i pregiati vini di fama mondiale di Bordeaux o della Borgogna, ma quest’area rappresenta il 28% della produzione francese, con una produzione di quasi 10 milioni di ettolitri nel 2024, quasi il triplo di quella dei vigneti di Bordeaux.
Ebbene, quest’anno, in tutta la Linguadoca-Rossiglione, sono stati estirpati quasi 15.000 ettari di vigneti.
L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, un’organizzazione del settore, denuncia un abbandono dei vigneti nella Linguadoca-Rossiglione, ma anche intorno a Bordeaux e nella valle del Rodano.
Gli agricoltori attribuiscono la colpa alla siccità, alla mancanza di accesso alle riserve idriche e all’aumento dei costi energetici e di altro tipo dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
A questo andazzo c’è da aggiungere il programma governativo, ideato proprio per aiutare i viticoltori in difficoltà, che paga i viticoltori stessi per distruggere le viti: gli agricoltori possono richiedere un sussidio di 4.000 euro (4.625 dollari) per ettaro di viti estirpate.
Lo scorso anno il governo ha ricevuto richieste per la distruzione di quasi 30.000 ettari in tutto il paese.
La crisi del vino non è solo un problema francese, difatti si sta assistendo a un declino globale del consumo di vino. La Generazione Z pensa che il vino sia principalmente per “anziani: i giovani preferiscono superalcolici, birra o niente alcolici.
Quasi un quarto degli adulti francesi di età pari o inferiore a 25 anni non tocca alcolici. La quota di francesi di tutte le età che beve un bicchiere di vino al giorno è crollata dal 51% del 1980 all’11% di oggi.
L’industria sta cercando di adattarsi. I viticoltori si stanno spostando verso una fascia di mercato più alta, o verso vini naturali. Alcuni ex vignaioli si stanno dedicando a olive, melograni, pistacchi, pepe in grani e altre colture resistenti alla siccità.
https://www.economist.com/europe/2025/11/20/vineyards-are-disappearing-in-france







