Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà delle quali (49,8%) inferiori 100 mila euro di fatturato. Inoltre è caratterizzata da un’elevata frammentazione.
La frammentazione è un fattore di fragilità, che limita i principali driver di efficienza e sviluppo: ciò vuol dire che si limita la capacità di investimento, capacità che, come spiegano gli economisti, è fortemente correlata alla dimensione aziendale. Tanto è che vero che nel 2025 la quota di aziende che hanno accresciuto gli investimenti varia dal 35,1% di quelle con oltre 500 mila euro di fatturato al 18,1% nelle microimprese fino a 100mila euro di fatturato. Inoltre, il 66,4% delle imprese agricole operano solo su scala locale o regionale.
Ancora: solo il 21,3% delle aziende agricole raggiungono direttamente il consumatore, il 4,5% con canali online, il 67% operano per un solo canale di commercializzazione (intermediari commerciali, industrie di trasformazione, altre imprese agricole, conferimento a organismi associativi).
Dunque, l’effetto combinato della frammentazione e delle limitazioni dei fattori di efficienza e sviluppo, si traduce in debole redditività la quota di utile: il 47,6% delle imprese ha una quota di fatturato inferiore al 5% del inferiore. Un utile compreso dal 5% a 10% lo raggiungono il 26,4% delle imprese. Da 10% a 20% solo il 16,6% delle imprese e la quota del 20% di fatturato viene raggiunta dal 9,3% delle imprese agricole. https://www.realemutua.it/grmashare/1/Documents/LANDING/AGRICOLTURA100/AGRIcoltura100%20RAPPORTO%202026%20Reale%20Mutua%20Confagricoltura%20.pdf








