• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home I Numeri

Le piante sono la chiave della salute, ma le sottovalutiamo

da Redazione Web
04/06/2021
in I Numeri
foresta

foresta

Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Articoli suggeriti

Che fare con questo pazzo pazzo tempo

Sostenibilità agricola e redditività sono in contrasto?

Nel 2024, oltre 100.000 bambini sono morti di grave malnutrizione

Che dice la FAO? Dice che in questo anello che mette in relazione più insiemi, piante, uomini, vegetali, la parte più sottovalutata sono state proprio le piante. Purtroppo. Perché, le piante ci fanno respirare e ci danno cibo. Le foreste, per esempio, coprono circa il 30% della superficie terrestre e danno ospitalità, cioè forniscono un habitat, a quasi l’80% delle specie del regno vegetale e animale che abitano il pianeta.
 
Eppure, se guardiamo allo stato di salute delle foreste, c’è da preoccuparsi. Facciamo solo due esempi. Il primo: in una foresta sana gli animali sono distribuiti in maniera uniforme, non sono stressati e anche gli alberi sono sani. In questo sistema ideale ogni organismo vive in relazione con un altro e ricopre un ruolo importante. Invece è facile constatare che le foreste ospitano meno uccelli, meno alberi, meno animali selvatici e sono aumentati volpi e topi.
 
Non ci sono più uccelli perché c’è troppa competizione sia per il cibo sia per i ripari, a causa dell’attiva antropica e per il cambiamento climatico. Ci sono, d’altra parte, meno alberi. Un po’ perché vengono abbattuti, un po’ perché sono predati da insetti e patogeni e poi perché la popolazione di alcuni uccelli che impollinavano alcune specie arboree è drasticamente calata. Ci ritroviamo più topi perché alcuni uccelli mangiano i topi e più volpi perché anche queste mangiano i topi. Ci sono poi più animali nelle zone popolate dagli uomini, perché lo stato delle foreste, appunto, non è sano.
 
Secondo esempio: uno studio americano mette in relazione un parassita delle piante, il minatore smeraldino, individuato per la prima volta negli Stati Uniti (2002), con la distruzione di oltre 100 milioni di frassini. Lo studio dimostra che tale devastazione di frassini ha avuto un effetto sulla salute umana. In quegli stati dove la deforestazione è stata più spinta sono aumentate le morti per problemi cardiovascolari e respiratori. Tutti gli ecosistemi terrestri dipendono dalle piante, e le piante sono dunque l’anello fondamentale per la nostra salute globale: è una consapevolezza importante, facciamo squadra per meglio affrontare la complessità.
 

Precedente

One Health! Ah, un bel concetto, finalmente!

Prossimo

Ma quanto dura l’uva da tavola?

Hai letto anche questi?

La ricerca fatta sulle piante nello spazio darà più spazio alle piante sulla terra.
I Numeri

Che fare con questo pazzo pazzo tempo

15/06/2026
Il potenziamento umano, il nuovo desiderio che corre veloce
I Numeri

Sostenibilità agricola e redditività sono in contrasto?

18/05/2026
Nel 2024, oltre 100.000 bambini sono morti di grave malnutrizione
I Numeri

Nel 2024, oltre 100.000 bambini sono morti di grave malnutrizione

31/03/2026
Prossimo
Uva da tavola

Ma quanto dura l’uva da tavola?

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.