L’ABI ha prodotto un interessante e innovativo report (anche molto chiaro) dove in poche pagine si riesce:
a) a sintetizzare l’evoluzione dei rischi naturali in agricoltura, evidenziando come il cambiamento climatico stia aumentando frequenza e intensità degli eventi estremi, con impatti rilevanti sulla produttività e sulla stabilità dei redditi agricoli;
b) conteggiare i rischi che in ambito europeo generano (perdite annue significative e in crescita, con l’Italia tra i Paesi maggiormente esposti);
c) esaminare il quadro della Politica Agricola Comune (PAC) che prevede strumenti di gestione del rischio – assicurazioni, fondi mutualistici e strumenti di stabilizzazione del reddito, spiega perché diffusione resta tuttavia limitata e perché il modello italiano, pur avanzato e articolato, presenta elementi di debolezza, in particolare riguardo alla promozione degli strumenti di difesa passiva e alla liquidazione delle eventuali compensazioni pubbliche.
Infine, il documento individua due priorità: rafforzare le misure di prevenzione e adattamento (difesa attiva) e garantire risposte finanziarie rapide ed efficaci alle imprese colpite da calamità. Per raggiungere questi obiettivi, vengono illustrate cinque proposte di riforma del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102 (la cornice normativa della gestione dei rischi naturali in Italia) che mirano a rendere più efficienti i processi di delimitazione.
Qui il link per leggere il report
https://www.abi.it/download/quaderno-abi-4/?wpdmdl=58503&refresh=6a2004d79db6f1780483287








