Un libro uscito qualche anno fa (2021) riassume la complessa questione energetica con un titolo da manuale: Energia verde? Prepariamoci a scavare. I costi ambientali delle energie rinnovabili, autore Giovanni Brussato.
In questo libro viene citato il vecchio detto minerario che è di una semplicità disarmante: “se non è cresciuto allora è estratto”. Questo proverbio ci ricorda che non possiamo eliminare a forza di slogan le leggi della fisica. Queste leggi valgono per tutti e interessano anche quella che viene definita energia pulita, come quella solare. Difatti, se proviamo a smontare un pannello solare troviamo la miniera. Magari non ci riflettiamo abbastanza, troppo impegnati a sentire le vibrazioni energetiche.
Comunque – racconta Brussato- prendiamo un megaimpianto. Oggi ne esistono una decina con pannelli fotovoltaici che producono una potenza di 1 GW, molto efficaci.
Del resto, un Gigawatt è un bel numero, secondo gli sceneggiatori di Ritorno al futuro puoi, ci mettere in moto la DeLorean per viaggiare nel tempo (1,2 Gigawatt), ma, realisticamente, puoi illuminare molte abitazioni (intorno alle 500 mila), ecc. Comunque, i più famosi impianti di questa stazza sono in Cina (tre), in India (uno) e un paio negli Emirati Arabi. Tuttavia, per costruire ognuno di questi impianti solari di potenza pari a 1 GW occorrono – ci ricorda Brussato -: “30.000 t. di alluminio, 5.000 t. di rame, oltre 200.000 t. di calcestruzzo, oltre 100.000 t, di acciaio, e centinaia di tonnellate di altri metalli come nichel, cromo, molibdeno o titanio, tellurio, cadmio, gallio. Nonché 46.000 t di vetro.
Lo scenario non cambia per le turbine eolica. Una turbina classica, da 5 MW, pesa complessivamente circa 900 t, a cui si sommano oltre 2.500 t di calcestruzzo. Per costruirla occorrono: 750 t di acciaio e di minerale di ferro, 35 t di fibra di vetro, 25 t di zinco, 1,5 t di nichel oltre a molti altri metalli rari la cui quantità dipende, come abbiamo visto, da tipo di turbina.
Quindi, per ora, nella speranza che arrivi la fusione nucleare, visto che l’energia non cala dall’altro, siamo costretti a ricorrere ancora alla miniera, oppure, si spera, via via innovando, riusciremo a cambiare metodo di produzione stoccaggio e riciclaggio dei materiali.







