• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Editoriali

Ma se per l’agricoltura utilizzassimo meno campagna e più città? Forse è arrivato il momento dell’agricoltura cittadina.

da Antonio Pascale
30/11/2022
in Editoriali
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Tutti vogliono un amico contadino, magari vestito come il tipico contadino vestirebbe: un bel capello di paglia che fa pendant con il colore del grano pronto alla mietitura, in sottofondo. 

Tutti vogliono un amico contadino che tra l’altro sta pure vicino casa, così è un attimo per far la spesa. 

Articoli suggeriti

Cose che si possono fare

Settembre è il vero Capodanno

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

In tanti sostengono di avere questa fortuna, un amico contadino, vicino casa, con azienda agricola didattica, cioè le famose galline che ruzzano nell’aia e un paio di manze che si fanno pure accarezzare il musetto.

Tutti vogliono una campagna amica, per citare il famoso slogan della Coldiretti, nonché comprare negli omonimi i mercati che di tanto in tanto vediamo apparire nelle piazze principali delle nostre città.

Di fronte a questo immaginario tipico ci sono due strade: o alzi gli occhi al cielo, maledicendo l’irrealtà di tale scenario che contiene caterve di contraddizioni (e poi si sa che la presenza o l’assenza di un piano di realtà non solo è indice di salute mentale, perché una base di realtà è essenziale sia per l’analisi dei problemi sia per prospettare soluzioni), oppure si prende sul serio l’esigenza del cittadino che desidera un’agricoltura più vicina, meno impattante, più remunerativa, con meno players che fanno quello che vogliono, e che produca prodotti gustosi. 

Tra le due forse è meglio prendere sul serio questi desideri e lavorarci, cioè evitare che simili speranze restino speranze, o peggio si trasformino in immagini stereotipate.

Visto e considerato come sono le nostre città, visto che nei prossimi anni le città conterranno il mondo intero e non solo, da un punto di vista energetico una grande città è più sostenibile di un bel borgo sui monti (anzi, se la città funziona bene, poi il borgo è più visitabile e ambito e fascinoso), insomma si può provare eccome a immaginare un’agricoltura cittadina.

Visto i vuoti urbanistici, visto i capannoni abbandonati, visto le distanze tra centro e periferia, visto e considerato tutto questo, il candidato ideale per una seria, realistica, innovativa campagna amica è l’agricoltura verticale. Che descritta in sintesi significa: a) controllare il substrato di crescita e fornire alla pianta solo quello di cui ha bisogno;  b) controllare l’ambiente, così che possiamo impedire ai funghi e agli insetti di entrare e dunque ridurre a zero l’uso di agrofarmaci; c) ottenere un prodotto già pulito e libero da impurità, così lo potete mangiare senza avvelenarvi e magari confezionarlo mantenendo l’integrità e la salubrità; d) e infine realizzare queste strutture protette, anche in ambienti domestici, cittadini, metropolitani, così riportiamo la coltivazione dentro la città e forse potremmo cambiare anche le città che come sapete si stanno espandendo, diventano tentacolari, perdono l’aspetto tradizionale e diventano chissà cosa.

L’agricoltura verticale è un’ottima soluzione. Ovviamente vale per la vasta gamma degli ortaggi, mentre è difficile coltivare piante arboree o colture come mais, grano, soia ecc., difficile anche coltivare i legumi. Ma pensate che bello entrare in un supermercato che produce nel capannone accanto gli ortaggi che desiderate grazie all’agricoltura verticale: più chilometro zero di così?

Pensate che bello se accanto agli orti urbani, per carità molto utili ma che tuttavia svolgono una più che altro un’importante funzione didattica e ricreativa, nascano anche strutture tecnologiche, serre particolari dove si può produrre buon cibo, veramente sotto casa, controllatissimo e buonissimo e con poca energia (laddove funzionino a dovere i pannelli solari).

Non ci credete? Vi capisco: siamo assuefatti a un immaginario bucolico che non ci fa percepire le novità. Infatti, guardiamo con sospetto la straordinaria ascesa dell’Olanda che grazie all’ agricoltura verticale sta mettendo sul mercato cibo squisiti e a impatto zero.

In agricoltura ci piace la tradizione, insomma, il famoso contadino amico. Non pensiamo mai che l’agricoltura stessa nasce da un artificio tecnologico ed è andata avanti per millenni grazie a strumenti vari e spesso non così efficaci, comunque frutto dell’inventiva umana. 

Insomma, vista il nostro passato da cacciatori raccoglitori, non pensiamo mai che l’agricoltura è innaturale. Oggi sembra innaturale l’agricoltura verticale: peccato. 

Questo tipo di  agricoltura ha molte potenzialità e limiti. Ma se stiamo su un piano di realtà, sperimentiamo, investiamo e analizziamo costi e benefici, otterremo soluzioni interessanti e in sintesi una (quasi) campagna ma molto amica.

Precedente

Il corpo ricorda, di Lacy M. Johnson

Prossimo

E’ ora di conoscere il Paccasasso, ce lo presenta La professoressa Lucia Aquilanti.

Hai letto anche questi?

 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

30/09/2026
Settembre è il vero Capodanno
Editoriali

Settembre è il vero Capodanno

16/09/2026
Lavorare stanca, al caldo ammazza
Editoriali

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

03/09/2026
Prossimo
E’ ora di conoscere il Paccasasso, ce lo presenta La professoressa Lucia Aquilanti.

E' ora di conoscere il Paccasasso, ce lo presenta La professoressa Lucia Aquilanti.

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.