• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Editoriali

Ma per la precisione, sovrani in cosa?

da Antonio Pascale
02/11/2022
in Editoriali
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Già sarebbe interessante capire se siamo padroni di noi stessi: se la nostra volontà è tutto o è poca cosa, pensate riflettere sul concetto di sovranità in senso ampio: che sia economica o alimentare, è un’impresa ardua.

Pensate al concetto di filiera corta che ci regala perlomeno la soddisfazione di maggior controllo e maggior vicinanza tra produttore e consumatore, meno sprechi e più bontà: insomma più sovrani anche solo in casa nostra. 

Articoli suggeriti

Cose che si possono fare

Settembre è il vero Capodanno

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

Eppure, se prendiamo come riferimento il famoso e ineffabile contadino nostro amico, che a differenza dei contadini degli altri nostri amici è più bravo e fa prodotti migliori solo perché coltiva un pezzo di terra vicino a casa nostra, ebbene quel contadino nostro amico non è pienamente sovrano: anche lui deve tener conto di una ragnatela di interessi.

Perché per quanto è corta la filiera, è lunga la catena globale. Come dire, la filiera corta contiene al suo interno una catena molto lunga: aggrovigliata, sembra un batuffolo, ma è lunghissima. I concimi, gli agrofarmaci (sia quelli bio sia quelli convenzionali), le macchine utilizzate per arare, erpicare, seminare, spandere il letame, raccogliere ecc., sono infatti prodotti globali. Se smontiamo una macchina, se verifichiamo i prodotti contenuti in un concime o esaminiamo la tecnologia grazie alla quale una molecola è più attiva contro un patogeno e innocua per noi, dunque più sostenibile, ci accorgeremo delle migliaia di persone che lavorano ogni giorno affinché il contadino vicino casa nostra produca il cibo di cui poi noi andiamo orgogliosi.

Il fatto è che il concetto di sovranità è ambiguo. Certo, ha natali nobili. Nasce dal tentativo di fare rete, di dar forza agli esclusi, di far leva sulle esperienze dei singoli per valorizzarle. Significa, in origine, organizzazione dal basso, costruire e condividere, il sano botton up invece che il solito e indigesto top down. 

Ma anche i concetti nobili poi si sporcano. Alla fine, fatti i conti, la sovranità alimentare è diventato un concetto buono solo per nobilitare l’operato di alcune grandi organizzazioni agricole e culturali.  Un modo per vivere le contraddizioni senza mai nominarle. Vuoi la filiera corta? Sì, certo, ma poi desideri e lotti per portare le tue bottiglie di vino, pregiato o meno, oltre oceano proprio nello stesso momento in cui contesti le pere argentine – perché fateci caso la distanza che c’è tra le Langhe e Santiago del Cile è la stessa che c’è tra Santiago del Cile e le Langhe, e tuttavia noi puntiamo il dito solo contro la distanza che ricoprono le pere argentine quando arrivano fin qui. Cadiamo in un mutismo selettivo quando si tratta del nostro vino che parte per Santiago del Cile.

Che peccato, si è partiti da un concetto nobile e si è finito per parlare dei batteri di casa nostra, grazie ai quali possiamo fare formaggi più buoni, perché quelli di casa nostra sono certamente i migliori in assoluto – non tenendo conto tra l’altro che un batterio misura pochi micron e la differenza tra un batterio che sta a sinistra di un fiume e quello a destra dello stesso fiume è enorme: come dalla Terra a Plutone.

Capite bene che se i batteri altrui rubano il lavoro a quelli nostrani (e li preferiamo perché così facendo ci sentiamo più sovrani), poi concettualmente siamo più propensi a mettere barriere a quelli che stanno fuori il nostro orto, migranti o meno che siano, perché la loro presenza abbassa il nostro tasso di sovranità.

E allora? Allora la sovranità è bella, basta che non ci renda ciechi: c’è una ragnatela attorno a noi, e non solo, anche noi siamo un filo di una ragnatela più grande. Se rinunciamo ad analizzare i fili, non siamo capaci di rendere i singoli pezzi più sostenibili e di migliorare l’insieme, e così facendo gridiamo di voler essere sovrani quando poi ciechi alla complessità di non più sovrani nemmeno a casa nostra, come tra l’altro sosteneva Sigmund Freud.

Precedente

La raggia di Mattia Grigolo

Prossimo

Smontiamo un prodotto

Hai letto anche questi?

 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

30/09/2026
Settembre è il vero Capodanno
Editoriali

Settembre è il vero Capodanno

16/09/2026
Lavorare stanca, al caldo ammazza
Editoriali

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

03/09/2026
Prossimo
Smontiamo un prodotto

Smontiamo un prodotto

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.