Marco Pannella visitava sempre le carceri a Ferragosto perché, diceva, in quel giorno non ci sono notizie, quindi i giornali parleranno della mia visita. Le carceri sono passate di moda, purtroppo, e invece alcune notizie di Ferragosto no.
Difatti, l’11 agosto, intervistato da Marianna Aprile e Luca Telese, nel programma In Onda, Stefano Feltri ha dichiarato che gli agricoltori “non servono più a niente” e sono rimasti quattro gatti: la dichiarazione si è fatta sentire fino a Ferragosto.
Poi Feltri, vista anche la suscettibilità di certe associazioni di categoria, ha un po’ corretto il tiro. Però in fondo, la notizia non è questa. La notizia è che Luca Telese ha risposto che non era vero, perché, ha detto: ci sono un sacco di agricoltori biodinamici e successivamente Luca Mercalli ha sottolineato che “non esiste un solo modo di fare agricoltura” e che “l’agroecologia si va affermando come scienza di gestione della terra”.
Sapete com’è, di questi tempi, con l’ambiguità che circonda certe parole, “biodinamica” e “agroecologia” potrebbero, nell’immaginario italiano, significare la stessa cosa (anche se non lo sono).
Insomma, qua non ci sono più le mezze stagioni, neppure la bella stagione, e in ambito agricolo dobbiamo dire veramente addio alla bella “via di mezzo”.
Sui media l’agricoltura è: o Linea Verde, cioè mangiate pantagrueliche nelle masserie, o Report, cioè “agricoltori che inquinano”, oppure (infine) agricoltura alternativa, cioè niente, ma proprio niente.
Possibile che non si riesca a fare un discorso serio? Dove la competenza, nonché memoria storica vengono ritenuti elementi degni di nota?
L’agricoltura italiana, tra l’altro, con tutti i problemi che ha, le difficoltà legate agli investimenti sempre più scarsi, ai cambiamenti climatici, all’orografia del territorio (non è facile fare agricoltura in Italia), insomma l’agricoltura italiana il suo lo fa: a parte che dal 1990 ha tagliato le proprie emissioni di oltre il 20% (il grosso dei gas serra deriva dai settori energetico e dei trasporti, non dai campi, dove l’agricoltura incide per meno del 9%) poi funzionano sia la filiera agroalimentare (600 miliardi di euro di fatturato complessivo) sia il Made in Italy agroalimentare (60 miliardi di euro annui di prodotto esportato), e poi proprio quattro gatti non sono, anzi facendo i conti abbiamo 900.000 addetti diretti nelle campagne, e circa 3,5 milioni considerando l’intera filiera.
Insomma, non sono quattro gatti ma con questo immaginario finiremo per diventare quattro gatti per davvero, biodinamici e non ben precisati agro archeologi. Per non parlare dei dibattiti condotti da Chef o dall’ambiente mangia e bevi a volontà.
Per i prossimi dibattiti andrebbe consigliata almeno una sana via di mezzo: tra “agricoltori che inquinano” e agricoltori “che non servono a niente” c’è un mondo, tra l’altro di straordinario interesse.
In questo numero facciamo esempi di vecchia e nuova agricoltura.







