• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home AgriCULTura

Biglietto blu, di Sophie Mackintosh: la resistenza del desiderio.

da Valeria Cecilia
17/10/2021
in AgriCULTura
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Desiderare non significa solo desiderare, significa resistere. Ogni desiderio, anche se lo sentiamo forte e chiaro, deve poi sostenere delle prove. Dopo aver realizzato quello che desideravamo, dopo esser andati nel posto che volevamo raggiungere, capiamo che quello è solo l’inizio, e possiamo scoprire anche che quel desiderio non è più così forte, chiaro e univoco. Arrivano i richiami, i dubbi, arrivano altri desideri, insomma: c’è il prezzo da pagare, e dobbiamo vedercela da soli, con il tempo e la nostra capacità di resistere. 

Sophie Mackintosh (Galles, 1988) nel suo romanzo Biglietto Blu pubblicato da Einaudi (Super Coralli) mette in scena il desiderio di maternità in un contesto distopico, dove a governare è un sistema che alle donne impone un doppio destino, attraverso una specie di lotteria: quelle che da piccole (il giorno della prima mestruazione) ricevono il biglietto bianco devono diventare madri, quelle che ricevono il biglietto blu non potranno mai diventarlo. 

Articoli suggeriti

La puzza di povertà, secondo George Orwell.

Verso il palato globale

L’agenda della giardiniera 2026

La protagonista del libro, Calla, ha ricevuto un biglietto blu. 

Cosa fa Calla? Come vive una biglietto blu? Calla vive una vita all’insegna della libertà. Ha una casa tutta sua, un lavoro, molti amici, degli amanti, la sera esce, fa tardi nei locali, beve molti alcolici, poi la mattina, prima di andare in ufficio, va a correre per tenersi in forma. Calla è bella, è desiderata e desiderante. Le biglietto bianco camminano lente per le strade con i loro passeggini, i capelli raccolti, gli abiti candidi, Calla le guarda dalla strada dietro le finestre delle loro case, mentre cucinano con i bebè in braccio e i mariti intorno che le amano. 

E’ vero, Calla non ha scelto il suo destino, se diventare madre o no, ma non le dispiace la sua vita libera (“essere sola e non avere obblighi nei confronti di nessuno, e riconoscere la magnificenza di quella condizione”) e non le dispiace neanche di essersi risparmiata il duro compito di scegliere cosa fare nella vita. Ma Calla è irrequieta, “che c’è di male a esplorare territori sconosciuti?”….“giorni senza fine contrassegnati solo dalle mie scelte”, e ancora “a volte la mia vita mi sembrava un esperimento fallito”. A un certo punto inizia a desiderare una stabilità sentimentale e anche un figlio. Così si ribella al sistema e riesce a rimanere incinta (“stavo eseguendo una riparazione su me stessa”). Il sistema la scopre, i guardiani le danno la caccia, è considerata una criminale, e si mette in fuga. 

Il suo viaggio si rivelerà spaventoso, metterà a rischio la sua sopravvivenza fisica e mentale.

Quella che incarna Calla è solo apparentemente la lotta tra desiderio e destino, e solo apparentemente è una storia che ha la dorsale nel desiderio di maternità. Nel libro il desiderio di maternità è presente quando il suo contrario, infatti se Calla a un certo punto confessa “mi domandai se la maternità mi attirasse così tanto perché era una forma di masochismo a cui non potevi sottrarti”, anche le biglietto bianco confessano “da tutta la vita mi dicono che posso essere completa solo se lascio crescere qualcosa dentro di me e lo metto al mondo, mentre voi siete integre e perfette così come siete”.

Quella che vive Calla è la sua tensione interna primordiale, un corpo a corpo con se stessa per sopravvivere alle forze endogene. Perché Calla è una donna che desidera ma poi si contraddice, rischia la vita pur di avere un figlio, rimane incinta ma poi fuma, beve e chiede scusa al bambino; ottiene quello che vuole poi cade e si pente “..che cosa hai fatto? Chiesi a me stessa..”. Perché il desiderio umanissimo di Calla non è univoco, non è sacro, è pieno di buchi “il desiderio è una magia potente, prova a desiderare altro e vedrai come i tuoi desideri si ricalibreranno in fretta..”. 

A ben leggere, anche il “sistema” non fa altro che risuonare le voci interne di Calla: i dialoghi (bellissimi, essenziali, perfettamente credibili) tra lei e il medico (una specie di psicologo e chirurgo insieme, con il quale le erano imposte sedute settimanali) mettono in scena il suo corpo a corpo: “tu credi che sia una cosa adatta a te, ma ti assicuro che non è così”..“eri contenta del blu, io so che per parecchio tempo sei stata felice. Ma non sei riuscita ad accettarlo”.

Quindi cosa desidera Calla e cosa dà al suo desiderio la capacità di resistere?  

Calla non è semplicemente una biglietto blu che vuole diventare una biglietto bianco. Calla rivendica qualcosa di più grande, rivendica il diritto a essere come è, con tutte le sue parti, tutto il suo corpo, il “diritto di essere una donna difficile”, per usare le parole di Helen Lewis, giornalista britannica, autrice del libro Donne Difficili, storia del femminismo in 11 battaglie (portato in Italia da Blackie Edizioni) contro il sistema che vuole concedere solo opzioni ordinate e rassicuranti. E Calla lo fa con piena consapevolezza, lontana dalla ingenua ricerca di una felicità assoluta “..avevo scelto di accettare il fardello. Avevo scelto la libertà, anche se a qualcuno poteva sembrare il contrario”…“vidi anche un viaggio in cui ce l’avrei fatta, in cui sarei stata ancora una volta la ragazza con le ginocchia sbucciate, priva di scrupoli, una creature delle tenebre. In cui mi sarei scavata una galleria nella terra e avrei nuotato e rubato e percorso a qualunque costo la mia via verso la libertà”.

Precedente

Ricordi il cibo dell’infanzia? Sara Mangarelli, dipendente ISMEA

Prossimo

Ma questo conflitto natura cultura? Da dove ha origine?

Hai letto anche questi?

La puzza di povertà, secondo George Orwell.
AgriCULTura

La puzza di povertà, secondo George Orwell.

26/01/2026
La solitudine del consumatore
AgriCULTura

Verso il palato globale

23/12/2025
L’agenda della giardiniera 2026
AgriCULTura

L’agenda della giardiniera 2026

09/12/2025
Prossimo
Ma questo conflitto natura cultura? Da dove ha origine?

Ma questo conflitto natura cultura? Da dove ha origine?

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.