• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home AgriCULTura

Verso il palato globale

da Valeria Cecilia
23/12/2025
in AgriCULTura
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Per l’essere umano, il cibo e l’atto di mangiare non rispondono solo al bisogno fisiologico di nutrire il proprio corpo. Come più discipline ci raccontano, il cibo è cultura. E, come ogni cultura, contiene regole e significati, e quindi, nel tempo, anche i tentativi di superare entrambi. 

Il sociologo Vanni Codeluppi, nel suo recente saggio Il primo libro di sociologia dei consumi (Einaudi, 2025) dedica un capitolo proprio a quei prodotti di consumo che sono gli alimenti. 

Articoli suggeriti

La puzza di povertà, secondo George Orwell.

L’agenda della giardiniera 2026

Il digiuno, storia e filosofia del fare a meno

Passando in rassegna teorie del semiologo Roland Barthes, l’antropologo Claude Lévi’s-Strauss, l’antropologa Mary Douglas e altri studiosi ancora, ci racconta come il cibo abbia cambiato significato nel corso del tempo.

Innanzitutto, le regole significano tabù, cosa non mangiare (i nostri simili, per esempio), cosa va trattato, addomesticato per essere mangiato (crudo no, cotto sì). Per  Lévi’s-Strauss questa è già una contrapposizione tra cultura e natura, per esempio, e quindi il segno di mutamenti che tra l’altro hanno contribuito a strutturare le differenze sociali tra gli individui, la costruzione di gruppi sociali,  inclusione o esclusione.

Secondo Codeluppi, il contenuto di significato simbolico del cibo –  e quindi i messaggi che esso contiene e diffonde – è cresciuto fortemente con la trasformazione industriale, e ha sottratto sempre più  importanza al contenuto e significato nutrizionale. Ecco che le regole, i significati tradizionali (buono cattivo per esempio) saltano. Lo studioso francese Claude Fisher ha chiamato questo fenomeno “gastro-anomia”, ovvero assenza di regole nella gastronomia. Regole di comportamento, di significato. Anche qui la tensione è quella verso una maggiore libertà.

Questo senso di rottura delle regole e godimento di una libertà anche nell’atto di mangiare, ha iniziato a vivere una bella stagione con l’esplosione del fenomeno del mangiare fuori casa. Anche qui ci sono diverse direzioni.

McDonalds’ in questo senso è stata un’apoteosi: non più menu’ tradizionali, non più forchetta e coltello, ma il panino morbido con la carne e le patatine, un unico piatto con tutti gli elementi nutrizionali insieme, in cui tutti i sapori si mischiano: dolce e salato, cotto e meno cotto, proteine, carboidrati, grassi. E poi si mischiano i cibi di varie tradizioni: messicani, americani, brasiliani, marocchini etccc. Ecco: il palato si fa globale, un gusto unico a livello mondiale che accontenta tutti. 

Ma non solo: mangio a qualsiasi ora, di giorno o di notte, e con chi voglio. Fine delle regole, dell’istituzione del pranzo domenicale, per esempio? 

Sì, ma poi anche no. 

Perché niente è più assoluto, fisso, ma malleabile, trasformabile. Come? Grazie ai media e alla pubblicità. Ed ecco che l’hamburger, grazie a una nuova pubblicità, può essere il simbolo dell’unità familiare. O un ristorante può essere luogo distintivo di eleganza e stile.

Con i social che hanno permesso a tutti di diventare protagonisti degli spot mediatici,  si fa un passo ulteriore: ognuno di noi può recitare una parte di quelle scene e mettersi in vetrina. Codeluppi parla di “vetrinizzazione” per indicare l’inzio, avvenuto nel ‘700, del fenomeno della introduzione delle vetrine nelle  botteghe, per esporre i prodotti. Oggi ci mettiamo noi in vetrina insieme e attraverso il cibo che ordiniamo. Facciamo una foto, o un video, e li mettiamo in scena sui social. E qui in primo piano non ci sono certo i valori nutrizionali del nostro piatto, ma quelli estetici. Questo è quello che è stato chiamato Food Porn.

In ogni caso, una regola sembra tornare alla ribalta costantemente, ed è quella del nostro bisogno e desiderio di stare insieme agli altri. La convivialità. 

Anche se stiamo mangiando fuori casa, da soli, in piena notte, anche quando stiamo impersonando un ruolo, stiamo in ogni caso dentro una grande “scena pubblica”, e quando ci facciamo un selfie con il nostro piatto appena ordinato, stiamo creando una connessione con i nostri simili. 

Precedente

Le regole generali dell’alimentazione

Prossimo

In cosa consiste un’alimentazione sana?

Hai letto anche questi?

La puzza di povertà, secondo George Orwell.
AgriCULTura

La puzza di povertà, secondo George Orwell.

26/01/2026
L’agenda della giardiniera 2026
AgriCULTura

L’agenda della giardiniera 2026

09/12/2025
Il digiuno, storia e filosofia del fare a meno
AgriCULTura

Il digiuno, storia e filosofia del fare a meno

22/07/2025
Prossimo
“Il sapore dolceamaro dei ricordi” di Matilde Profeta. Impiegata (per sbaglio), (aspirante) scrittrice.

In cosa consiste un’alimentazione sana?

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.