Oddio, si avvicinano le grandi abbuffate natalizie e sicuro prenderemo qualche chilo, e sicuro a feste finite, per molto tempo, parleremo di diete.
Ora, siccome ci sono più diete che stelle in cielo, e visto che ognuno segue la sua e la difende come se fosse una confessione religiosa, considerato che per affrontare l’argomento è necessario maneggiare una serie di competenze (che qui mancano), molto meglio parlare di scienza dell’alimentazione e ancor meglio fornire un quadro di insieme.
Difatti, anche in questo campo, soprattutto con reels di varia natura che girano sui social, ormai si parla a sproposito di cose piuttosto tecniche, come l’uso di integratori, le carenze alimentari, cibi che fanno male o bene.
Anche qui, la solita storia, manca un abc, si ignorano le leggi fondamentali della nutrizione, quelle che per citare Dario Bressanini (autore di un bel saggio, La dieta termodinamica, Mondadori, 2025) hanno a che fare con la biologia.
Bressanini stesso, intervistato da Vanity Fair, ha commentato così il suo percorso dietetico: “L’errore fatale fu ignorare la biologia: mi dissi è solo termodinamica! Mangerò di meno e mi muoverò di più. Mi imposi un deficit calorico che, col senno di poi, era troppo elevato. Riuscii a dimagrire per due mesi perdendo quasi un chilo a settimana. Quando smisi di fare la dieta, ricominciai a mangiare come prima e ripresi tutti i chili persi, con gli interessi. Ignorare i meccanismi biologici che difendono il peso, innescando l’aumento dell’appetito e il rallentamento metabolico, mi fece re-ingrassare”.
E continua spiegando: «Oggi ingrassiamo a causa di un surplus energetico cronico dovuto all’ambiente obesogeno che ci circonda. Siamo bombardati da cibi superappetitosi, calorici ed economici, e in porzioni giganti. La dieta termodinamica non è uno schema alimentare, ma un quadro di riferimento basato sulla fisica. La perdita di peso avviene solo attraverso un deficit energetico, con qualsiasi dieta che funzioni. Se le entrate superano le uscite, si ingrassa; se le uscite superano le entrate, si dimagrisce. Chiunque affermi che le calorie non contano sta sbagliando e fa disinformazione”.
Dal punto di vista della termodinamica – spiega Bressanini- una caloria è un’unità di misura dell’energia. Chiedere se le calorie sono relative è come chiedere se pesa di più un chilo di piume o un chilo di ferro. Tutti gli esperimenti controllati mostrano che a parità di calorie si ingrassa, o si dimagrisce, nella stessa maniera.
Quello che cambia è la risposta fisiologica dopo che abbiamo mangiato, per esempio, 400 kcal. Sebbene 400 kcal di fagioli forniscano la stessa energia di 400 kcal di gelato, per esempio, il loro effetto fisiologico sulla sazietà è completamente diverso. Una dieta ricca di fibre e proteine (come i legumi) ha un maggiore potere saziante e può rallentare l’assorbimento energetico. Se una dieta ci fa sentire più sazi, siamo naturalmente portati a mangiare di meno, creando il deficit energetico necessario per dimagrire.
Per fornire una quadro di riferimento, oggi (oltre a consigliare i, libro di Dario Bressanini) anche con l’aiuto di Vaclav Smil (leggere Come sfamare il mondo, Einaudi, 2025) cercheremo di spiegare in cosa consiste un’alimentazione sana, sempre convinti che una maggiore consapevolezza aiuti tutti noi nel processo deliberativo, ma che purtroppo la consapevolezza si acquisisce anche dedicando un po’ di tempo e di analisi alle questioni.
Comunque, buone feste e buone (e sane e misurate) abbuffate.







