E’ giunta alla quinta edizione l’originale Agenda della giardiniera, un diario e un libro insieme, ideato, curato e pubblicato da Nicoletta Campanella (Nicla Editrice).
Un’agenda, appunto, e un libro insieme, dedicato alle giardiniere, che ogni anni intreccia storie di botanica e cultura, consigli e aneddoti.
Quest’anno il tema è stata una sorpresa: il cappello, oggetto che unisce moda e lavoro, leggerezza e fatica, tempi antichi e moderni.
Nell’agenda della giardiniera 2026 troviamo il cappello della giardiniera in tutte le sue espressioni: dal cappellaccio da lavoro al basco di feltro quando fa freddo, dalla cloche alla romantica paglietta con i fiori.
E allora ad avere il cappello in testa è la contessa Mary Gayley Senni fondatrice del Roseto comunale di Roma nonché acclamata “Signora dell’Iris” nella storia dell’orticoltura italiana, Matilde Serao che si firmava con lo pseudonimo “Gibus” un particolare cappello francese a cilindro, Grazia Deledda che da autentica sarda indossava per copricapo il tradizionale scialle moncadòre. Segue, un’affascinante galleria fotografica che ritrae le signore del giardinaggio italiano, di ieri e di oggi, con i loro cappellini, ora da giardino ora da ricevimento.
Dal manufatto alla natura, e allora si rintracciano le antiche origini dello “chapeaux de paille d’Italie” così lo acclamavano i francesi, ovvero il famosissimo Cappello di Paglia di Firenze. Il primo inimitabile capo d’abbigliamento made in Italy, indossato da regine e principesse e non solo da loro, in tutto il mondo, sempre in auge dal Settecento ancora oggi prodotto ed esportato.
A creare allora quei capelli erano le artigiane della paglia, le magnifiche trecciaiole della Piana Fiorentina. Il loro lavoro ha rappresentato il primo passo per l’emancipazione femminile, così come è stato per le tabacchine e per le mondine i cui cappelli ne raccontano la storia.
Le pagine dell’Agenda offrono spunti per visitare nuovi giardini, come quello di Villa Le Barone nel Chianti e sempre del Chianti ci aggiornano sulle novità di Castel Ruggero. Qui, la dinastia delle giardiniere d’Afflitto, la nonna Pascale e la mamma Margaux, si è arricchita di una piccola new entry, Sophie di poco più di tre anni, ma tutti vissuti tra i fiori del giardino e i frutti dell’orto.
Sono gli agronomi Elena Macellari e Mario Ronzano a suggerire gli itinerari botanici, lei sull’Alpe della Luna e lui sui Colli Euganei, e a farci scoprire che anche la natura è piena di cappelli.
Fedele al core tematico della casa editrice, le rose, Rita Oliva, collezionista e studiosa del genere, anche quest’anno ce ne presenta 24, scelte e descritte in punta di penna.
Le sontuose Centifolia, le rose dai 100 petali. I loro fiori grandi, dai petali arricciati, accartocciati, imbricati, revoluti, che attraversano ogni sfumatura di rosa, a volte intriso di ciclamino o addirittura di porpora, sono nuvole di lievità e trasparenza. Nate in Olanda, naturalizzate in Francia, divennero modelle predilette per i pittori di fiori fiamminghi. Inaugura la serie, la muscosa ‘Chapeau de Napoléon’, la cui forma ricorda l’iconico tricorno indossato dall’Imperatore. E poi la ‘Bullata’, con un fiore esageratamente grande, stradoppio, a forma di cavolo, con le foglie venate che sembrano di stoffa. E ancora, ‘Le Rire Niais’, “la risata sciocca”, detta anche “Centifolia ingrata” perché, contrariamente ai profumi squisiti di tutte le altre, il suo odore ricorda vagamente quello della cimice orientale.
L’Agenda della Giardiniera 2026 – I Cappelli
In vendita sul sito www.nicla-arte.org e in tutte le librerie italiane.








