In questo saggio pubblicato su Foreing Affairs, il senatore Repubblicano Todd Young spiega come e se l’America e l’Occidente possono vincere la corsa alla biotecnologia.
Nel settembre 2024, Akeso, un’azienda biofarmaceutica cinese poco conosciuta, annunciò che gli studi clinici avevano dimostrato che il suo nuovo farmaco poteva arrestare la progressione di un tipo di cancro ai polmoni per quasi un anno intero. Questi risultati sconvolsero l’industria farmaceutica: il precedente farmaco, prodotto dal colosso farmaceutico statunitense Merck, aveva ritardato la crescita di nuovi tumori per soli sei mesi.
Grazie a scoperte come questa, la Cina sta diventando un leader mondiale nell’innovazione biotecnologica. Le aziende biofarmaceutiche occidentali stanno cercando a gran voce di siglare accordi con le loro controparti cinesi. Negli ultimi cinque anni, il numero di accordi stipulati da aziende cinesi produttrici di farmaci antitumorali per concedere in licenza la loro proprietà intellettuale è più che raddoppiato. La capitalizzazione di mercato totale delle aziende biotecnologiche cinesi quotate in borsa ha raggiunto 1,5 trilioni di dollari, seconda solo a quella degli Stati Uniti.
Con l’ascesa della Cina, molti punti di forza tradizionali americani si sono atrofizzati. Gli Stati Uniti non hanno una strategia federale mirata per la biotecnologia e il loro processo decisionale è frammentato e non coordinato. I finanziamenti federali per la ricerca sono stagnanti, mentre gli investitori titubanti evitano progetti all’avanguardia. Gli oneri normativi rallentano gli innovatori che vogliono passare dal laboratorio al mercato. E le infrastrutture di ricerca, le riserve di dati biologici e il percorso di sviluppo della forza lavoro degli Stati Uniti non solo stanno vacillando, ma vengono anche trascurati da Pechino.
La Cina sta guadagnando terreno nel campo delle biotecnologie. Grazie alle innovazioni nell’intelligenza artificiale, nell’ingegneria e nell’automazione, i ricercatori possono ora modellare sistemi biologici straordinariamente complessi senza doverne comprendere appieno il funzionamento.
Nel 2021, ad esempio, i ricercatori del laboratorio di intelligenza artificiale di Google, DeepMind, hanno risolto la sfida, prima impossibile, di comprendere e prevedere come le proteine si ripiegano. Prima dell’intelligenza artificiale, i tentativi di prevedere le possibili forme di una singola proteina erano tutti infruttuosi. A parte il tempo lunghissimo per fare calcoli. Ora, col sistema AlphaFold di DeepMind, al contrario, può prevedere con precisione la forma di una proteina in pochi minuti.
Le biotecnologie non sono solo avanguardia e fantascienza. Sono strumenti nuovi e di fondamentali importanza. Il catalogo di possibilità si arricchisce ogni giorno e vanno inserite sia le colture resistenti alla siccità e ai parassiti, sia la possibilità di rinnovare radicalmente a potenza di calcolo sostituendo, per esempio, l’hardware di archiviazione basato sul silicio con un’alternativa sintetica e biologica in grado di contenere una quantità di dati significativamente maggiore in meno spazio.
Se l’Occidente e gli Stati Uniti per tutto il XX secolo hanno dominato il campo, ora sembra il tempo della Cina: nel giro di pochi decenni sta recuperando il divario. Del resto, per quasi 20 anni, la Cina ha fatto della biotecnologia una priorità strategica, implementando un pacchetto completo di finanziamenti, sussidi e supporto diplomatico per la propria industria nazionale.
Nel 2020, il leader cinese XI Jimping ha sottolineato la necessità di integrare la biosicurezza nel sistema di sicurezza nazionale del Paese, spingendo per una maggiore indipendenza nell’innovazione scientifica, in modo che la Cina non debba dipendere dagli Stati Uniti.
Il governo cinese sostiene le biotecnologie con investimenti sia in capitale fisico che umano. Pechino ha costruito e finanziato oltre 100 parchi biotecnologici di livello mondiale, dotati di laboratori all’avanguardia per le aziende. Le imprese statali cinesi stanno investendo in aziende biotecnologiche e molte hanno avviato acquisizioni per espandersi all’estero. Le autorità hanno anche esortato le società di venture capital a finanziare iniziative e aziende biotecnologiche. E un numero crescente di studenti cinesi formati all’estero sta tornando in patria, rafforzando la crescente competitività della Cina nella corsa globale ai talenti scientifici: la strategia sta funzionando: dal 2016 al 2021, il valore di mercato delle aziende biotecnologiche cinesi è cresciuto di 100 volte, raggiungendo i 300 miliardi di dollari.
Ovviamente ci sono preoccupazioni economiche e culturali. L’industria biotecnologica cinese opera con minori barriere etiche. Nel 2018, un biofisico cinese ha utilizzato la tecnologia CRISPR-Cas9 per modificare il genoma di embrioni umani, infrangendo le norme Lo scienziato è stato licenziato e condannato a tre anni di carcere, ma è già tornato in laboratorio.
Il Senatore Repubblicano spiega nel suo saggio che “Se gli Stati Uniti vogliono riaffermare la loro leadership mondiale nel settore delle biotecnologie e plasmare un futuro sicuro, protetto ed etico, il governo statunitense deve collaborare con gli alleati. Gli Stati Uniti e i partner che condividono gli stessi principi devono stabilire gli standard per lo sviluppo e l’utilizzo delle biotecnologie, anziché aspettare che la Cina costruisca un sistema che consenta l’editing genetico non etico e la sorveglianza e la repressione di massa basate sulle biotecnologie”.
La nostalgia può rovinare le economie. Basta poco per mollare, anche l’autocompiacimento non porta buoni risultati. I semiconduttori, proprio come la biotecnologia, sono stati un’invenzione americana, assemblati per la prima volta nei garage di Palo Alto.
Todd conclude il suo saggio così “Gli Stati Uniti possono vincere la corsa alla biotecnologia. Sfruttando due dei maggiori punti di forza degli Stati Uniti – il dinamico settore privato e la sua ineguagliabile rete di alleati e partner in tutto il mondo – il Congresso e l’amministrazione Trump possono garantire che siano gli Stati Uniti, non la Cina, a guidare l’era della biotecnologia. L’azione strategica ora fa la differenza tra controllare il futuro della biotecnologia o esserne controllati”.







