In Siria in alcuni siti sono state ritrovate centinaia di raffigurazioni che mostrano scene di banchetti, e molte di queste mostrano bevitori seduti attorno a un recipiente condiviso, che sorseggiano birra attraverso lunghe cannucce.
I banchetti erano una parte fondamentale del calendario sociale in Mesopotamia e la birra era un elemento essenziale. Ma le persone bevevano birra anche a casa, al lavoro, in taverna, nel tempio, praticamente ovunque.
La birra è stata “inventata” in Mesopotamia? Forse, anche se la nostra conoscenza dei primi giorni della birra in Mesopotamia, ovvero della preistoria della birra nella regione, è scarsa. Possiamo dire con maggior precisione che la birra è stata inventata (o scoperta) molte volte in molti luoghi diversi. Inoltre, molte delle prime bevande erano ibride, ricavando i loro zuccheri fermentabili da un mix di frutta, cereali, miele e altre fonti.
Però come si racconta nel libro In the Land of Ninkasi, la Mesopotamia è stata la prima grande cultura della birra al mondo: un’antica società completamente immersa nella birra, dove la birra non era una novità ma una necessità quotidiana e un fondamentale punto di riferimento culturale. La famosa “terra tra i fiumi” era anche la terra di Ninkasi, dea della birra. Quando Ninkasi versava la birra finita, pronta da bere – ci racconta una canzone sumera – era come “l’impeto del Tigri e dell’Eufrate”.
Prima del 3000 a.C. , il tardo periodo di Uruk, la cultura della birra nell’antica Mesopotamia inizia a diffondersi. Un numero grandissimo (per l’epoca) di persone viveva insieme nelle prime città del mondo. La disuguaglianza era in aumento. Il potere decisionale era stato trasferito ai primi stati del mondo, ai primi regimi di governo centralizzati.
In mezzo a tutto questo, qualcuno (o più di qualcuno) ha anche inventato il primo sistema di scrittura del mondo e, insieme a esso, le prime burocrazie e la burocrazia. E di cosa scrivevano quei burocrati pionieri? Di birra! Il tardo periodo di Uruk ci ha dato sia le prime tracce fisiche di birra in Mesopotamia, conservate come residui organici all’interno di recipienti di ceramica, sia la prima prova scritta della birra nella storia del mondo.
Difatti, centinaia di migliaia di tavolette d’argilla, densamente zeppe di caratteri cuneiformi, testimoniano più di tre millenni di storia in Mesopotamia. E migliaia di queste tavolette testimoniano più di tre millenni di birra. Ci permettono di scrutare nella mente e nella bocca dei nostri antenati bevitori di birra: che tipo di bevande preferivano, come venivano prodotte, cosa significavano per le persone.
Ora, non tutti gli specialisti concordano sul contenuto alcolico della birra mesopotamica. Alcuni pensano che la birra fosse solo leggermente alcolica. Alcuni sottolineano che ai bambini a volte veniva data birra, non di nascosto ma direttamente dalle mani degli amministratori del tempio, ma del resto anche io ho bevuto birra a 11 anni, negli anni 70 si faceva, pensa in Mesopotamia.
Sta di fatto che i bevitori che popolano la letteratura mesopotamica, come Enkidu, anima gemella di Gilgamesh, tracannavo sette calici e iniziavo a cantare. Insomma qualcosa ci dice che questi bevitori sperimentavano effetti coerenti con un livello più elevato di consumo di alcol, come sensazioni di libertà, euforia, leggerezza, energia, soddisfazione, benessere, convivialità. Inoltre, nella documentazione scritta, il bere era forse associata all’impotenza.
È chiaro che almeno una parte della loro birra era molto alcolica. Nella visione del mondo mesopotamica, la birra non era solo un alimento generico. Era una bevanda che faceva fare cose a chi la beveva, che potevano avere un impatto su di loro fisicamente, mentalmente, emotivamente. Non possiamo valutare con esattezza il ruolo della birra nell’antica Mesopotamia senza riconoscerne il potenziale inebriante.
Non sappiamo se la birra abbia avviato l’agricoltura o se le fatica dell’agricoltura abbia sviluppato una cultura della birra. Sappiamo che gli antichi Mesopotamici avevano un profondo amore per la birra: una bevanda che trovavano celebrativa, inebriante e stranamente erotica. Sappiamo inoltre che la birra compare su migliaia di tavolette cuneiformi. Ad esempio, apprendiamo informazioni su diversi tipi di birra. C’era birra dorata, scura, scura dolce, marrone rossiccio e filtrata, birra normale, buona e molto buona, o forse birra normale, forte e molto forte. Spesso i due ingredienti chiave per la produzione della birra erano l’orzo maltato, come molte delle nostre birre odierne, e l’enigmatico bappir, forse un lievito di fermentazione secco e friabile. Alcune birre contenevano anche orzo non maltato, farro, sciroppo di datteri e/o aromi. Quali aromi esattamente siano oggetto di dibattito, ma il luppolo, così cruciale oggi, non era nel mix.
La birra veniva prodotta in casa, nelle taverne di quartiere e nei birrifici gestiti dalle autorità di palazzo e tempio. In alcuni casi, conosciamo i nomi dei birrai, ad esempio, i birrai casalinghi Tarām-Kūbi e Lamassī (entrambe donne), i tavernieri Magurre e Ishunnatu (entrambe donne) e i birrai di palazzo Qišti-Marduk e Ḫuzālu (entrambi uomini). Altri rimangono anonimi ma hanno lasciato tracce delle loro attività di produzione di birra nei registri archeologici: ad esempio, in un birrificio del tempio scavato nel sito dell’odierna Tell al-Hiba, Iraq, in quella che era l’antica città di Lagash.
Per altre e interessanti informazioni ecco il saggio da cui abbiamo ricavato un estratto, si intitola La mezzaluna fermentata, è apparso su Aeon.
https://aeon.co/essays/mesopotamians-found-beer-celebratory-intoxicating-and-erotic







