Per iniziare il 2025 parliamo dell’Antropocene. Lo facciamo proponendovi un saggio di Matteo Gaspari dal titolo Antropocene e tensione utopica nell’opera a fumetti di Eleanor Davis e Jérémie Moreau, pubblicato su Rilune, rivista di letterature europee open access e peer reviewed.
Matteo Gaspari è laureato in Astrofisica e Cosmologia e scrive di fumetto e di videogioco per varie riviste. Dal 2021 cura la collana Fumetti di add editore e quest’anno ha anche scritto un interessante saggio sul fumetto (Altri fumetti, add editore). A leggere i suoi testi, si capisce che quello che interessa a Gaspari non è un approfondimento su un genere (se così si può chiamare), quello del fumetto appunto, ma è indagare le narrazioni in generale, e i fumetti in particolare, come rappresentazioni della condizione dell’animo umano di fronte al mondo che cambia.
In questo articolo pubblicato su Rilune, Gaspari si concentra sul senso di “perdita del futuro” che per la prima volta gli essere umani si trovano ad abitare, in conseguenza di tutta una serie di fenomeni legati all’antropocene, definito come “una crescente asimmetria tra Natura e Cultura e un conseguente mutamento nell’ontologia dell’essere umano”.
Scrive Gaspari nell’abstract del suo lavoro: “Poiché le narrazioni sono costrutti mitopoietici, non sorprende incontrare, a fronte di questa assenza di futuro, un numero crescente di storie distopiche e utopiche nei vari media. I fumetti non fanno eccezione. con una lunga tradizione di narrazioni distopiche ora più esplicitamente collegate ai problemi dell’Antropocene e del cambiamento climatico”.
L’articolo di Gaspari analizza in particolare le opere di Eleanor Davis e Jérémie Moreau, che “si sviluppano da idee simili ma rivelano un’interpretazione opposta della tensione utopica: la prima rappresenta un’utopia introflessa e privata, la seconda un’utopia estroflessa e comunitaria”.







