L’affermazione: l’uso sempre più massiccio di agrofarmaci è in realtà è una bufala perché basti pensare che in Italia dal 1990 a oggi il quantitativo di sostanze attive impiegate in Italia è sceso del 55%. Quindi usiamo meno della metà dei chili che usavamo 35 anni fa.
Oggi non arriviamo al mezzo chilo di agrofarmaci a testa impiegati da tutti gli agricoltori italiani. Se pensiamo a quante sostanze chimiche adoperiamo noi nella nostra casa sono molte, ma molte di più. Mezzo chilo a testa è quasi niente se è distribuito su tutto un territorio.
Ma al di là di questo calo vistoso, c’è anche un discorso di modalità applicative e di qualità dei prodotti. Le nuove tecnologiche, nonché le ultime applicazioni di tipo digitale stanno ricoprendo un ruolo sempre più importante, perché queste attrezzature permettono di difendere le nostre colture minimizzando per esempio la deriva.
Ci sono degli irroratori per il vigneto che operano tramite moduli di ricircolo. I trattori hanno due grosse paratie laterali, una spruzza e l’altra aspira, quindi la miscela fitosanitaria attraversa la vite, e normalmente andrebbe persa e invece no, viene recuperata dall’altro modulo che a sua volta sta spruzzando verso il modulo gemello e tutto viene riciclato.
Non solo, riportato nella cisterna dell’irroratore e riutilizzato. Si hanno riduzioni della deriva del 98%, si può stare praticamente a pochi metri dal cantiere di lavoro e non si viene toccati dal prodotto.
Ci sono le maniche a vento da usare sulle barre da diserbo che minimizzano anche lì la dispersione ambientale, oggi stiamo testando, e ci sono già i primi prototipi in uso, delle barre da diserbo intelligenti con delle telecamere che individuano l’infestante da colpire, hanno tantissimi ugelli di irrorazione e dei sistemi estremamente evoluti, computerizzati, che fanno aprire l’ugello numero 32 al microsecondo perché lo spruzzetto di diserbante finisca proprio in quei pochi centimetri quadrati in cui sta la malerba.
Si arriva a riduzioni degli usi del 90%, oggi abbiamo sostanze attive che vengono usate in poche decine di grammi per ettaro e sono estremamente selettive, fungicidi che vengono usati a dose di centinaia di grammi e non di chili. Noi abbiamo delle tecnologie che riescono a far applicare i prodotti in un modo estremamente sicuro.
Quindi la meccanizzazione, l’elettronica e il digitale hanno fatto tantissimo.
Tutto è perfettibile, ci mancherebbe, ma sappiamo che la scienza va avanti da secoli, anzi direi da millenni, senza fermarsi.







