Osso e polpa, più osso che polpa, diceva Rossi Doria, descrivendo il territorio italiano, un’orografia che conta più montagne che pianure. Problema per alcuni versi, potenzialità per altri. Comunque si parla tanto di luoghi dell’abbandono, di borghi belli e desolati, di cittadini che lasciano “il paese mio che sta sulla collina” disteso come un vecchio addormentato e vanno in pianura. Si parla tanto di tornare nei paesi, che poi significa tornare anche a coltivare la terra di quei posti. Ma come si fa senza infrastrutture? Possiamo mai pensare di tornare a coltivare in collina, in montagna, nelle aree marginali senza essere sostenibili e senza un discreto reddito?
Non si può! Perché nell’era dei buoni propositi, come l’agricoltura di precisione, la connessione wireless è un elemento fondamentale per gli agricoltori: l’accesso ad una rete stabile e veloce consente di monitorare dati essenziali in tempo reale, come le condizioni del suolo, le previsioni meteo e lo stato del raccolto, migliorando l’efficienza e diminuendo lo spreco di risorse. Senza network adeguati, queste tecnologie rimangono inaccessibili.
In questo senso, è interessante il progetto della società di telecomunicazioni EOLO, che ha avviato una collaborazione con gli agricoltori e coltivatori diretti dell’Alto Adige. Si vuole portare Internet veloce e stabile nelle aree rurali. EOLO offrirà al territorio dell’Alto Adige la tecnologia FWA – fixed wireless access – che utilizza onde radio millimetriche. Così, la connettività di EOLO si porrà come una reale alternativa alla connessione in fibra ottica. Gli agricoltori dell’Alto Adige, poi, sapranno sfruttarla al meglio, mettendoci l’usuale passione e competenza.
E allora portiamo una rete stabile anche in quei posti che non sono stabili, perché sono in equilibrio, precario tra passato e presente, portiamo un po’ di polpa nelle zone ossute: questi luoghi sapranno restituirci lo splendore.







