• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Editoriali

Se tornassimo indietro?

da Antonio Pascale
14/06/2023
in Editoriali
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Lo status quo non ci piace, e ogni volta che possiamo lo diciamo a gran voce: c’è troppo di tutto, troppa poca qualità, e parecchio inquinamento. Difficile non prendere sul serio queste impressioni, testimoniano un disagio concreto dei cittadini. 

Lavorare sullo status quo è un obbligo, ma richiede la capacità prima di ragionare sui dati e poi di costruire una teoria. È qualcosa che richiede anche praticità, perché ci impegna nella ricerca di soluzioni, e questo non solo regala senso alle nostre vite disordinate, ma ci costringe a collaborare con svariate persone, quindi nella sostanza a integrare i saperi. 

Articoli suggeriti

Cose che si possono fare

Settembre è il vero Capodanno

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

L’integrazione dei saperi è quello che ci manca. La patologia dei saperi moderna è espressa da una delle più belle e meno ricordate canzone di Francesco Guccini, la canzone della bambina portoghese che in punto recita: “e poi, e poi, gente viene qui e ti dice/ Di saper già ogni legge delle cose/E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco/Di verità fatte di formule vuote/E tutti, sai, ti san dire come fare/Quali leggi rispettare, quali regole osservare/Qual è il vero vero/E poi, e poi, tutti chiusi in tante celle/Fanno a chi parla più forte/Per non dir che stelle e morte fan paura”.

Siamo chiusi in tante celle (oggi si chiamano bolle), con pochi dubbi (la canzone è un inno al dubbio cartesiano) e giuriamo di sapere cosa è il vero. Di conseguenza, a parte i mancati dubbi sulle nostre opinioni, siamo portati a isolarci (a non confrontarci sui fatti e dati) e peggio: a chiuderci nel passato. 

Nella dimensione agricola il richiamo al passato è fortissimo, tornare all’agricoltura rurale è un’opinione che capita di ascoltare spesso. Per agricoltura rurale, di volta in volta, e a seconda del contesto, si intende: abolizione dell’agricoltura industriale (qualsiasi cosa voglia dire) e quindi, di conseguenza abolizione dei concimi; abolizione degli agrofarmaci di sintesi; vari altri desideri.

A tutto questo aggiungiamo che non ci ricordiamo più cosa fosse davvero, e fino all’altro ieri, l’agricoltura rurale – chi scrive ha avuto parenti contadini che fino a metà degli anni ’70 avevano la stalla in camera da letto, dunque, ricordando bene quel clima, nonché le arrabbiature di mio padre per costringerli a ristrutturare l’azienda, a modernizzarla, è portato a prendere sul serio la questione: “ritorno all’agricoltura di una volta”. 

Sarebbe interessante fare delle simulazioni: per esempio, visto lo stato dell’arte, cosa succederebbe se decidessimo di usare solo il letame per concimare i campi? 

Sarebbe interessante ragionare sui risultati, e credo che concorderemmo sulla necessità di fare qualcosa di nuovo (usare nuove pratiche più efficienti) e nessuno di noi vorrebbe prendere più sul serio l’idea di tornare a spandere letame.

Forse siamo caduti in una classica trappola evolutiva, l’abbondanza ha i suoi benefici e i suoi costi, ma in pochi sarebbero disposti a rinunciare all’abbondanza, anche perché, chiusi in tante celle, pensiamo solo al nostro benessere, non al benessere di chi deve ancora arrivare (e usando la necessaria energia).

Guccini ha ragione: tutto questo per non dire che stelle e morte fan paura. Eppure, la canzone indica in questa paura la nostra capacità sia di riflettere davanti all’Oceano infinito sia di provare, collaborando, a costruire un’imbarcazione per affrontare e limitare le asperità della vita. 

Precedente

La coltura più antica e moderna del mondo

Prossimo

La verità (scientifica, ovvio) riguardo all’omeopatia, al biodinamico, dagli Ogm a Xylella.

Hai letto anche questi?

 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

30/09/2026
Settembre è il vero Capodanno
Editoriali

Settembre è il vero Capodanno

16/09/2026
Lavorare stanca, al caldo ammazza
Editoriali

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

03/09/2026
Prossimo
Ricordi il cibo dell’infanzia? Angelo Pugliese, informatico (ma panettiere e musicista)

La verità (scientifica, ovvio) riguardo all'omeopatia, al biodinamico, dagli Ogm a Xylella.

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.