Vivo in una casa con giardino, con dietro una valle meravigliosa, incontaminata, dove non è possibile addentrarsi per via della folta vegetazione. E ho dieci gatti (ma non sono nubile!).
Quando mi trasferii ne avevo solo tre: Oreste, Ugo e Gino. Non ho scelto nessuno di loro, direi che è stato il contrario. Un giorno, in momenti e modi diversi, hanno incrociato la mia strada. Ed io, che non sono una che contrasta le scelte dell’universo, non ho potuto fare altro che accettare che entrassero nella mia vita.
Ovviamente tre gatti, per me, erano già un numero considerevole. Ma l’universo doveva ancora dire la sua. Alcuni vicini avevano due gatti, madre e figlio, non molto socievoli, sfamati e, più o meno, curati. Erano gatti abituati a stare anche fuori avendo molti ripari nel loro giardino. Cremino, un gatto rosso dal pelo lungo di circa sei anni, un giorno venne a miagolare dietro la mia porta. Aprii e vidi che aveva un brutto taglio alla gola, pieno di sangue e altre ferite in testa. Entrò, si accucciò e cominciò a guardarmi come se stesse aspettando che io facessi qualcosa. Dopo qualche minuto di panico presi disinfettante, garze pulite e antibiotico. Lui si fece medicare senza mai fare una smorfia. Mi stupì quella sua quiete pensando invece alle acrobazie che facevano i miei gatti nel prendere una semplice pillola. Finito, si strofinò sulle mie gambe e poi uscì a stendersi in giardino. Da quel giorno, ogni sera, se ne stava dietro la mia porta. Così, alla fine, dopo averlo portato dal veterinario e fatto sterilizzare, sistemai una cuccia dentro casa anche per lui che nel frattempo si era fatto accettare dai miei. Con buona pace della mia vicina.
Cremino è stato con noi cinque anni. Dopo di lui, altri gatti sono arrivati: qualcuno è rimasto, altri sono stati di passaggio e qualcuno è ospite occasionale. C’è sempre un gatto esausto o ferito per le prodezze dell’amore che viene, si ferma un po’ e poi di nuovo riprende la sua strada. Ettore, Cagliostro, Morgana e Luna invece sono tra quelli rimasti. Quattro fratelli arrivati a quattro mesi, senza la mamma. Ah, mi piacerebbe adottare un cane. Ma già lo so, quando verrà il momento, sarà lui a troverà me.








