• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Alla ricerca della madeleine perduta

Da un racconto di mio padre Valerio.

da Redazione
25/11/2023
in Alla ricerca della madeleine perduta
Uva da tavola

Uva da tavola

Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Dal diario di mio padre, nato nel 1935, in un piccolissimo paesino nella provincia di Rieti:

“Nonna Brigida, nata il 23 maggio 1875. L’unica nonna che ho conosciuto. Brigida era di carattere mite. Sempre attenta a risparmiare e a non sprecare. Ecco alcuni piccoli episodi.

In un’annata di vendemmia. Tutta la famiglia era a Cerqueto con scale e canestri. Si inizia a cogliere l’uva nel campetto la ‘chiusetta’ Io appoggio la mia scaletta sul primo olmo. Salgo e, ovviamente, inizio a divorare il primo grappolo di ‘malvasia’, poi il secondo, al terzo nonna risentita mi si avvicina e con i pugni chiusi sui fianchi esplode: Cosa ci mettiamo nella botte se continui a mangiare così?
Era il tempo della 2° guerra mondiale. Tutto era rigorosamente razionato. Avevo fame. Chiesi a nonna una fetta di pane con l’olio. Lei apre la madia (chiusa con il lucchetto). Taglia una fetta di pane e con l’oliarola ci mette, (contandole), 10 gocce di olio di nostra produzione.

Dopo la mietitura Brigida andava nei campi dove era stato mietuto il grano per raccogliere le spighe cadute in mezzo alla steppa. La sera rientrava con un bel sacchetto pieno di spighe sulla testa.

Articoli suggeriti

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice

Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione

Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa

Allo stesso modo, passata la vendemmia, andava nei vigneti e raccoglieva i grappoletti lasciati. In gergo paesano questa raccolta veniva chiamata ‘andare a Ciaccariare’ perchè venivano raccolte le ciaccare (piccoli grappoli). La sera rientrava a casa con una “Scerpa” colma di uva. La scerpa era una fattispecie di canestro di forma ovale privo di manico. Questa uva era preziosa poiché veniva mangiata con il pane sia a colazione che a merenda e, a quei tempi, era un sostegno provvidenziale per lenire la fame.

Tempo di Castagne. Nonna mi portava al castagneto di Morro Reatino. Da Apoleggia per raggiungere il castagneto si passava per il ‘Cornacchiaro sotto colle Scortecato’ (poi per la Spera e qui ai margini di una curva c’era un’auto militare tedesca incendiata in seguito ad un attacco aereo americano. Nonna si avvicinava all’auto e recitava una preghiera poiché all’interno si vedevano le ossa di due soldati Tedeschi)”.

Precedente

L’autunno.

Prossimo

La ricerca fatta sulle piante nello spazio darà più spazio alle piante sulla terra.

Hai letto anche questi?

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice
Alla ricerca della madeleine perduta

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice

03/11/2025
Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione
Alla ricerca della madeleine perduta

Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione

22/10/2025
Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa
Alla ricerca della madeleine perduta

Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa

10/10/2025
Prossimo
La ricerca fatta sulle piante nello spazio darà più spazio alle piante sulla terra.

La ricerca fatta sulle piante nello spazio darà più spazio alle piante sulla terra.

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.