La Gran Bretagna sta diventando sempre più brava a piantare alberi. Nell’anno terminato ad aprile 2026 sono stati creati oltre 13.000 ettari di nuove aree boschive; la superficie forestale del paese cresce di circa l’1% ogni due anni. E i boschi che vengono piantati sono per certi versi superiori a quelli creati in passato, con una maggiore varietà di specie. Ora la Gran Bretagna deve migliorare anche nell’abbattimento degli alberi.
Il paese non è stato ricoperto da fitte foreste per un periodo lunghissimo. Oliver Rackham, un ecologo, ha stimato che solo il 15% circa dell’Inghilterra fosse coperto da boschi.
Il fatto è che con la progressiva bonifica dei terreni per l’agricoltura, le foreste si ridussero. Una legge del 1667 descrisse la Foresta di Dean, forse in modo iperbolico, come “totalmente distrutta”.
Poi arrivarono le due guerre mondiali, che fecero aumentare la domanda di legname (tutte quelle casse di legno per trasportare i proiettili) e al contempo ridussero le importazioni.
Oggi si stanno piantando molti boschi e tra loro diversi. Molti boschi creati oggigiorno presentano ampi sentieri, come nelle foreste medievali.
L’assorbimento di carbonio è solo una delle tante motivazioni per piantare boschi in Gran Bretagna. Un’altra è la creazione di habitat; per alcune specie di uccelli forestali
Ci si aspetta che i boschi di nuova piantumazione svolgano molte più funzioni rispetto a quelli del passato. Dovrebbero avere un aspetto gradevole, ovvero assomigliare più o meno a un bosco naturale, con una varietà di specie e margini cespugliosi. Non dovrebbero deturpare il panorama. Non devono occupare terreni agricoli fertili, per non ostacolare la produzione alimentare
E soprattutto non devono somigliare alle monotone piantagioni di conifere create nel XX secolo.
Non mancano difficoltà. Molti britannici desiderano che i nuovi boschi vengano piantati con alberi autoctoni. Quando si pianta alberi autoctoni, l’associazione Forestry England utilizza spesso semi provenienti da più a sud, anche dalla Francia, partendo dal presupposto che le piante saranno più resistenti al caldo.
Insomma, va a finire che ci sono specie “autoctone onorarie” e “quasi autoctone”, come i platani, che in realtà non sono native della Gran Bretagna.
Che dire, venendo dalla penuria gli anglosassoni hanno piantato troppo, e dunque è ero che il Paese ha fatto un ottimo lavoro nel ripristinare i suoi boschi. Ora ha bisogno di lasciarli respirare.







