• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Editoriali

Piante vecchie e nuove? Sì, ma la biodiversità si costruisce

da Antonio Pascale
20/03/2024
in Editoriali
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Ci sono piante vecchie e ci sono quelle nuove. Tuttavia, se ti concentri sulla questione anagrafica delle piante, capisci subito che quelle piante che oggi consideriamo vecchie una volta sono state innovative (e coltivate proprio per questo), e quelle che oggi sembrano nuove lo saranno ancora solo per un breve arco temporale. Tra una settimana, vuoi un mutamento di clima, vuoi un cambiamento di gusto del consumatore, saranno anche loro vecchie.

Purtroppo, un po’ perché non viviamo così a lungo (e di fronte alle ere geologiche andiamo in confusione), un po’ perché nutriamo ancora prepotenti istinti creazionisti, per noi le piante finiscono per essere tutte “antiche”, tradizionali e dunque intoccabili: ci chiediamo: chi siamo noi per opporci a una tradizione millenaria? 

Articoli suggeriti

Cose che si possono fare

Settembre è il vero Capodanno

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

Questa convinzione, credenza, si porta dietro alcune spiacevoli conseguenze, con serie ricadute politiche e sociali. Faccio per dire: anni fa, nel bel mezzo del surreale dibattito sugli OGM, (che ricordiamo, ancora oggi, sono uno strumento utilissimo per risparmiare imput chimici) Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, esponente di punta del movimento bio e opinion leader amato da tutti (anche perché la gastronomia è un must nel dibattito pubblico), produsse e pubblicò una specie di tavole della Legge di moseiana memoria: 10 motivi per dire no agli OGM.

Ora: nel suo documento, non c’era traccia di un comandamento preciso, ma quello che colpì molto l’Accademia, gli studiosi e gli scienziati (che però non produssero documenti di pari impatto emotivo) era il punto otto che recitava: “le piante mal sopportano le modifiche genetiche”.

Insomma, se questo punto fosse vero o fosse dimostrato dovremmo riscrivere la storia del mondo: è un po’ come dire: la Terra è piatta. Ma come si fa a dire che le piante mal sopportano le modifiche genetiche? Le mutazioni sono il pilastro fondativo della vita sulla Terra e mica riguardano solo piante. Una persona che pensa che le piante mal sopportano le modifiche è una persona che si fa suggestionare da quella belle immagini del catechismo, il giardino dell’Eden tutto armonico e perfetto: un creazionista.

Comunque, in questi numero useremo un estratto del bel libro di Elio Cadelo: Piante americane (e non solo) nella Roma imperiale. I commerci transoceanici dei Romani (Edizioni All Around). 

L’autore, ricostruendo numerose rotte transoceaniche non solo dei Romani ma anche della gran parte delle antiche civiltà, analizzando con vari strumenti (archeologici, genetici, antropologici, letterari) il frutto di quegli scambi, dimostra che la biodiversità di cui tanto si ciancia e della quale gode ancor oggi l’Italia fu “costruita” importando “piante aliene” da ogni dove, soprattutto dal Medio e dall’Estremo Oriente, e dal lavoro degli agricoltori romani che le acclimatarono, le ibridarono e le coltivarono, creando per la prima volta una varietà di prodotti agricoli unica nella storia(perché le piante sì, ben sopportano le modifiche genetiche). E, tra le centinaia di piante giunte in Italia durante la lunga storia di Roma, alcune, sono autoctone delle Americhe.

Un libro bellissimo e utilissimo che ci fa capire che oggi (più che allora) è necessario costruire piante adatte non solo alle rotte dei nostri tempi ma anche ai problemi che dobbiamo affrontare: abbiamo un sacco di strumenti a disposizione, se ci togliamo questa idea creazionista dalla testa, possiamo poi usarli e valutare i risultati con sana episteme.

Precedente

La Cina da sempre molto vicina a noi, almeno per le piante.

Prossimo

La tradizione è l’innovazione di ieri

Hai letto anche questi?

 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

30/09/2026
Settembre è il vero Capodanno
Editoriali

Settembre è il vero Capodanno

16/09/2026
Lavorare stanca, al caldo ammazza
Editoriali

Quelle belle “vie di mezzo” di una volta

03/09/2026
Prossimo
Zitti tutti, ora facciamo parlare il grano (intervista impossibile al grano, con la voce di Pasquale De Vita, CREA Foggia)

La tradizione è l’innovazione di ieri

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.