Per restare in tema di paradossi: ricordando che in Europa, in media, il settore agricolo vale appena l’1% circa del PIL, e dovunque impiega un numero sempre minore di persone, e che è un continente in gran parte urbanizzato, sembra strano che i sussidi per l’agricoltura siano così numerosi – circa un terzo del bilancio dell’Unione va agli agricoltori, in gran parte attraverso la politica agricola comune ( PAC ) – , visto anche che ogni volta che ci si accinge a stringere un accordo che garantisce uno scambio più ampio, emergono casi di lesa agricoltori.
Insomma, visto e considerato tutto questo, sempre per sottolineare i numerosi paradossi del mondo agricolo, segnaliamo un bell’articolo del Corriere della Sera che affronta il dilemma Dorno (un piccolo paese di 4.600 abitanti, nel cuore della Lomellina) che ci costringere a focalizzarci sulla seguente questione: è meglio produrre cibo «Made in Italy», contribuendo alla «sovranità alimentare» del Paese o è meglio investire sull’energia rinnovabile, riducendo la dipendenza dagli idrocarburi e avvicinando gli obiettivi che ci siamo dati in fatto di sostenibilità ambientale? Il dilemma è tutt’altro che accademico, investe la scelta tra due modelli economici, e si è presentato in tutta la sua concretezza in un piccolo comune della provincia di Pavia, Dorno appunto, finito assediato da una richiesta monstre di installazione di pannelli solari sui terreni storicamente dedicati alla coltivazione del riso. Ma il caso di Dorno è il simbolo di una scelta per il futuro che anche altre parti d’Italia si trovano ad affrontare. L’articolo di Claudio del Frate racconta molto bene questa piccola storia paradossale.







