Sempre per restare con i piedi per terra, ricordiamo che purtroppo, tra gli effetti della guerra in Iran, ce n’è uno che incide profondamente sulla vita degli agricoltori italiani: il forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti iniziato circa un mese fa. Sono rincarati soprattutto i concimi a base di azoto, elemento essenziale per le coltivazioni, e in particolare quello più usato ed efficace, cioè l’urea: la sua quotazione sui mercati internazionali è passata da 400 dollari a tonnellata nel periodo precedente a quasi 800 all’inizio del conflitto. L’urea è una sostanza che deriva dall’ammoniaca, che a sua volta si ottiene dal metano. Ricordiamo che per i fertilizzanti a base di azoto, il processo inizia miscelando l’azoto presente nell’aria con l’idrogeno ed è necessario usare gas naturale ad alta temperatura e pressione per creare ammoniaca. Circa il 60% del gas naturale viene utilizzato come materia prima, mentre la parte restante viene impiegata per alimentare il processo di sintesi. L’ammoniaca viene utilizzata per produrre acido nitrico, con il quale viene poi miscelata per produrre fertilizzanti nitrati come il nitrato di ammonio (AN). Questo è il processo industriale e vista la minore disponibilità di gas proveniente nei paesi arabi coinvolti nella guerra, si sta contraendo proprio la produzione dell’urea, che è concentrata soprattutto in Qatar e vale all’incirca 69 miliardi di dollari all’anno. Di tutto questo ne parla Francesco Gaeta sul Post.
https://www.ilpost.it/2026/04/01/guerra-agricoltura-italiana-prezzi-conseguenze-fertilizzanti







