A proposito di dati e di soglie di accesso, la Nasa, grazie ai satelliti e al progetto Black Marble (capace sfruttare un set di dati innovativi), sta monitorando le sorgenti luminose artificiali che brillano nell’oscurità. Combinando le osservazioni di tre satelliti e correggendo fattori come la copertura nuvolosa, la conformazione del terreno e la debole luminescenza dei gas atmosferici, la NASA è in grado di produrre mappe straordinariamente dettagliate della Terra di notte. Queste mappe possono aiutare gli Enti che si occupano di previsioni meteorologiche a breve termine, così da gestire meglio alcune emergenze, ma sono anche utili per monitorare gli incendi boschivi o le emissioni di gas naturale in eccesso e dell’inquinamento luminoso. Per non parlare degli usi socioeconomici, tra cui la misurazione indiretta dell’attività economica, il monitoraggio dei cambiamenti nelle infrastrutture energetiche nelle aree urbane e la fornitura di dati alle organizzazioni umanitarie nelle zone di conflitto. Poi, per farla breve, la Terra vista dall’alto e di notte, può darci sia indicazioni utili e suggestive, pensate alle luci delle città, ai fulmini, alle incredibili luci di navigazione delle flotte pescherecce, le fiammate di gas, le colate laviche e persino le aurore boreali, ma ci poi portare al risveglio un sano e tanto proficuo sentimento di conoscenza del nostro pianeta, non siamo soli su questa terra, basta un lampo che unirci o ferirci. Qui il video esplicativo della Nasa, che in questo numero sostituisce il miglior articolo della settimana.







