Il saggista Marco Ferrari, per Bollati Boringhieri, ha pubblicato un bel (e molto atteso) libro dove fa il punto di cosa si dice e si stradice attorno alle piante. Il concetto di intelligenza vegetale è diventato parecchio di moda. Se da un lato, concentrarsi sul mondo vegetale, spinge molte persone a interessarsi delle piante, dall’altro, l’eccessiva facilità con cui si raccontano storie suggestive ma non provate, senza distinguo e contestualizzazioni, sta mettendo in allarme molti studiosi. La questione di base è questa: idea dell’esistenza di una presunta intelligenza delle piante e di loro comportamenti basati su una sorta di etica, infatti, è tanto affascinante quanto problematica. Problematica perché alcuni, raccontando delle presunte scoperte, parlano di libero arbitrio e insomma, non sappiamo nemmeno se noi umani abbiamo il libero arbitrio e già parliamo delle piante. Il sospetto è quello solito: umanizziamo con molte forzature il mondo vegetale. Se poi aggiungiamo un’informazione polarizzata, in cui a diventare virali sono spesso storie che parlano alla pancia più che al cervello, stimolando ciò che la gente vuole sentirsi dire, al di là delle reali evidenze, insomma, capite che rischiamo di perdere il piano di realtà, oltre alla comprensione di alcuni affascinanti meccanismi di filologia vegetale. In questa intervista concessa a Luigi Torreggiani per a rivista Sherwood, Marco Ferrari chiarisce alcuni punti.
https://www.rivistasherwood.it/t/comunicazione/le-piante-non-sono-animali-verdi-intervista.html







