• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home L’Innovazione

Studi innovativi, le piante e la misura dei cambiamenti climatici

da Redazione
17/05/2022
in L’Innovazione
agricoltura

agricoltura

Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

In questi ultimi anni, lo studio della dendrologia (studio delle piante legnose) sta fornendo molte informazioni sugli scenari climatici del passato, così che, poggiati i piedi su solide basi, possiamo allungarci sulle punte per vedere cosa ci aspetta. Ma cos’è la dendrologia?

Ce lo spiega con grande chiarezza il libro di Valerie Trouet: Gli anelli della vita, la storia del mondo attraverso gli alberi (Bollati Boringhieri). Valerie, da brava dendrologa, conta gli anelli che gli alberi producono ogni primavera (periodo in cui gli alberi crescono con più vigore, quando si risvegliano dal periodo di inattività). Il legno primaticcio che si forma appunto in primavera riflette la crescita della stagione – e tra l’altro mette in luce differenze tra conifere e latifoglie: le prime producono grandi cellule quadrate con pareti sottili, le seconde vasi appositamente adibiti al trasporto d’acqua. Col procedere della stagione, poi, per le piante diventa più importante consolidare la propria struttura e accumulare anidride carbonica più che trasportare acqua, per questo il legno tardivo che si forma a fine estate ha pareti cellulari più spesse. L’alternanza di legno primaverile e quello di fine estate forma i famosi anelli che possono essere non solo contati ma anche interpretati. Col suo interessantissimo e innovativo lavoro, svolto nel corso di più un decennio, Valerie Trouet è riuscita a leggere e mappare e datare svariati alberi, alcuni millenari, e non solo i celebri pini setolosi nord americani, ma anche i dimenticati patriarchi africani (in Tanzania) nonché alcuni esemplari nella taiga siberiana, acquisendo molte informazioni. Quanta anidride carbonica le piante hanno accumulato, sul clima e le sue variazioni, siccità, gelo, eruzioni vulcaniche?  Tutto è scritto negli anelli. E infine, comparando le serie storiche ottenute con le informazioni tracciate nelle stalagmiti (altro affascinante campo di ricerca) è riuscita a ricostruire le dinamiche climatiche di zone molto distanti fra loro. Insomma, la storia del mondo scritta negli alberi, i cambiamenti climatici (il periodo caldo medievale, la piccola era glaciale che fece seguito) sono un modo per ragionare sull’ascesa o il declino di grandi civiltà del passato (magari causato dallo sfruttamento intensivo delle foreste), ma anche sul bottino dei pirati, sul violino di Stradivari o sul segreto delle vittorie di Gengis Khan. Il lavoro dei dendrologi come Valerie è utilissimo per i motivi suddetti, ma soprattutto perché ci fa capire che “siamo sotto il cielo”, come dicono ancora oggi i contadini, ma che le piante possono essere nostre alleate, sia per conoscere e leggere il mondo passato, sia per affrontare vari problemi che abbiamo davanti. Ad esempio, come ha spiegato proprio Valerie Trouet, le piante ci aiutano a studiare i cambiamenti climatici del passato, quando la sicurezza alimentare allora non era garantita 

Articoli suggeriti

L’innovazione passa per i dati, anche nella mobilità.

Il potenziamento umano, il nuovo desiderio che corre veloce

Spiare gli animali? Rilassa e fa “citizen science”

Ora siamo, grazie all’ingegno umano, più protetti, ma di certo la sicurezza alimentare non è per nulla scontata e non sappiamo cosa può succedere al nostro mondo fra qualche decennio. Due scenari possono essere tracciati: uno instabile con chi salirà e chi scenderà, chi emigrerà e chi mangerà con sazietà, o, nel secondo scenario, riusciremo a trovare una maggiore stabilità per gli otto/dieci miliardi di persone con cui ci confronteremo: tutto dipende da come leggiamo e utilizziamo al meglio le piante, e non solo quelle agrarie.

Precedente

Nascondersi, di Jaime Fountaine

Prossimo

Alcune delle nostre belle idee e nobili intenzione messe alla prova dei fatti collassano: che fare?

Hai letto anche questi?

L’innovazione passa per i dati, anche nella mobilità.
L’Innovazione

L’innovazione passa per i dati, anche nella mobilità.

06/10/2026
Il potenziamento umano, il nuovo desiderio che corre veloce
L’Innovazione

Il potenziamento umano, il nuovo desiderio che corre veloce

13/05/2025
Spiare gli animali? Rilassa e fa “citizen science”
L’Innovazione

Spiare gli animali? Rilassa e fa “citizen science”

03/09/2024
Prossimo
suolo

Alcune delle nostre belle idee e nobili intenzione messe alla prova dei fatti collassano: che fare?

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.