Le teche Rai sono un incredibile e variopinto archivio storico. In questa puntata di “La donna che lavora”, i giornalisti Salvi e Zatterin, raccontavano come in provincia di Ortona, nel 1959, le donne raccoglievano l’uva.
Salvi e Zatterin raccontavano che in Abruzzo molte donne, oltre 10.000 cercano ogni anno, nella raccolta dell’uva, un arrotondamento del modesto bilancio familiare. In settembre, dalle parti di Ortona interminabili file di vigneti si incurvano sotto il peso di grappoli biondi e giganteschi. I commissionari fanno l’appello, che insieme è una scelta e una condanna, quelle che non vengono chiamate resteranno a casa. Sulle diecimila raccoglitrici d’uva, su tutte le seicentomila braccianti d’Italia, pende lo stesso quotidiano di dilemma dovuto all’incertezza del lavoro.
La raccolta stagionale dell’uva è la racconta più corta tra le altre di tipo bracciantile: dura meno di un mese. Ma basta per tante donne per mettere da parte una piccola somma ritornarsene poi in famiglia a cucire e ricamare, come quasi tutte le donne fanno durante l’inverno.
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