Il professore Sergio Saia (Professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee (AGR/02), Università di Pisa) nel podcast Gargantua ci racconta alcune complicazioni del biologico.
L’agricoltura biologica mediamente produce la metà, rispetto a quella convenzionale, e in alcuni contesti anche il 70-75% in meno. Questo vuol dire che se da un campo convenzionale ottengo 100 kg, dal biologico potrei ottenerne solo 50 o 25. Ma questa cosa è valida principalmente negli ambienti molto produttivi, molto piovosi, molto umidi.
Negli ambienti molto secchi, la differenza tra biologico e convenzionale si riduce. Se prima producevo 100 in convenzionale e 50 in biologico, negli ambienti secchi continuerò magari a produrre 50 in biologico, ma in convenzionale ne farò solo 60. O in casi eccezionali ne faccio anche di meno.
Quindi è meglio il biologico o è meglio il convenzionale?
Dipende. E poi, oltre alla produttività, quanto impatta ciascun sistema? Per un ettaro di superficie, quindi per la stessa superficie coltivata, il convenzionale impatta molto, molto di più. Ma produce molto di più, quindi alla fin fine, bene o male, hanno un impatto che è simile.
Cioè, per ottenere 100 kg di prodotto, io impatto le stesse quantità, ma il biologico li ottiene in più superficie. E qui c’è il primo gap di quelle misure. Le misure sono complesse.
Le misure si fanno solo sul prodotto o sulla superficie coltivata. Ma se i miei 100 kg io li ottengo da metà della superficie, potrei pensare di fare qualcos’altro nella superficie risparmiata. Potrei pensare di fare qualcos’altro di buono.
Ad esempio un bosco o un altro ambiente naturale. E quindi io avrò impattato lo stesso per unità di prodotto, ma in più avrò dei servizi ecosistemici nella superficie risparmiata. Anche in questo caso, purtroppo, le misure non sono per niente semplici.
Vanno contestualizzate. Prendiamoci un minuto per definire il contesto. Conviene di più fare biologico o conviene di più fare convenzionale? Nuovamente, lì dipende da caso a caso.
Dove la produttività è molto elevata, spesso il convenzionale conviene. E difatti negli ambienti molto produttivi, la pianura Padana, molte altre pianure, si tende a fare molto convenzionale e poco biologico. Perché anche se mi pagano poco il prodotto, comunque ho tanto prodotto e posso guadagnare tanto.
Negli ambienti in cui si produce poco, spesso il bio magari conviene perché ha un prezzo di vendita maggiore e quindi da quel punto di vista può avere una maggiore sostenibilità. Poi c’è anche un altro problema. Ovviamente in agricoltura, perlomeno in Europa, nella comunità europea, noi sovvenzioniamo gli agricoltori.
Si può anche non essere d’accordo con questo tema, ma è un tema cruciale e che è necessario fare. Se non li sovvenzionassimo con la politica agricola, genereremmo serissimi problemi, sia ambientali sia sociali. Quindi conviene farlo perché in questo modo tengono in vita interi territori.
Le sovvenzioni per il biologico sono più alte di quelle del convenzionale. Quindi in un ambiente in cui io ho rischi di produzione, essere sovvenzionato, a prescindere da quanto produco, anche se produco poco, ovviamente mi mette più serenità. E quella è una componente sicuramente di sostenibilità, sia economica sia sociale.







