Considerate le seguenti dinamiche economiche e culturali. Nella società contadina del Sud Italia degli anni ’50 (ma non è solo questione meridionale, il miglior film di quest’anno, Vermiglio, racconta come vivevano le famiglie in alta montagna nel Trentino) un povero contadino, da tutti preso in giro perché non particolarmente sveglio, viene chiamato dal sindaco del paese: c’è una fatica – gli dice il Sindaco- ma non qua, ma in Belgio, roba da miniera, sai cosa fa un minatore?
Il contadino risponde che sempre di terra si tratta e accetta, dunque parte. Il primo giorno che scende in miniera sarà per lui determinante. Gli altri minatori gli appiccicheranno un soprannome che non lo lascerà più: la finestra. Il contadino infatti una volta sceso giù nella vena carbonifera, oppresso dal buio e dallo spazio ridotto dirà: ma si potrebbe aprire una finestra?
Considerate il lavoro di quelli come la finestra. Considerate che col carbone estratto è stata prodotta anche l’elettricità e negli anni ’60 gli operai dell’Ente Energia Elettrica hanno costruito le linee elettriche. Mio nonno materno era fra questi. Parlava sempre della bellezza dei tralicci elettrici. Erano- diceva- dei giganti che prendevano un filo con la mano e lo porgevano a un altro gigante che stava più a valle. Mano dopo mano questi fili andavano a illuminare delle lande remote (in Italia, a metà degli anni ’70 c’erano ancora delle zone non servite dall’energia elettrica).
Con l’elettricità molti bambini e bambine hanno potuto studiare ed eccellere – come si diceva un tempo, cioè non fermarsi alla quinta elementare. Mia mamma era fra queste: diventa maestra anche grazie alla luce elettrica e si dedica ad alfabetizzare altri contadini che godevano a loro volta della luce elettrica prodotta col carbone estratto da ex contadino non particolarmente sveglio.
L’alfabetizzazione porta subito i suoi frutti, imparare a leggere e scrivere da dignità agli individui, li rende autonomi e più forti. Qualcuno di questi nuovi alfabetizzati va a lavorare nelle fabbriche e magari produce lavatrici.
Le lavatrici arrivano a casa degli italiani, donando tempo libero alle donne. Come sostiene la buonanima di Hans Rosling, le lavatrici lavano i panni ma portano anche i libri, perché appunto liberano il tempo delle donne.
Di questa cosa ne ho memoria. Mia mamma mi diceva sempre: il bucato l’abbiamo fatto, ora leggiamoci un bel libro. Quindi mi suggeriva dei testi. Io divento scrittore perché mia mamma liberata dal lavoro domestico mi passa un po’ di amore per la lettura, quindi per proprietà transitiva divento scrittore per merito della lavatrice.
Ora se rileggiamo queste dinamiche la domanda è: ma quelli come la finestra che hanno estratto carbone, quelli come mio nonno che hanno alzato pilastri in acciaio per portare la luce, quelli come mia madre che hanno alfabetizzato i bambini (spesso molto poveri), quelli insomma che hanno partecipato a un sogno collettivo, un mondo affrancato dalla fame e dalla vita stagnante, potevano mai immaginare che per produrre l’acciaio (ferrovie, tralicci), il cemento (strade e case) e l’ammoniaca (concimare i campi) e plastica (migliore igiene) cioè per produrre i quattro pilastri di questo mondo avremmo usato fonti fossili che inesorabilmente ci hanno portato sulla soglia di un incubo?
I maestri elementari che hanno creduto nello scudo della ragione, cioè nell’alfabetizzazione potevamo mai immaginare che ci saremo trovati in un mondo ancora irrazionale?
Da una parte un sogno realizzato, dall’altro un incubo che si profila. Se consideriamo la nostra semenza è inutile concentrarsi sulla questione se siamo buoni o cattivi, se sfruttiamo le risorse o se le usiamo al meglio. Dobbiamo ammettere che la condizione umana è parecchio disagevole, siamo limitati e fragili ma capaci di scavare sottoterra per alzare al cielo dei tralicci.
Che insomma cerchiamo di risolvere problemi ma che spesso i nuovi scenari creano ulteriori problemi, forse ancora più grandi di quelli precedenti.
Dobbiamo considerare che fa parte della nostra semenza trovare rimedi, poi capire gli errori e cercare altri rimedi.
Ora cosa possiamo sperare? Che i rimedi siano sperimentati e testati con una metodologia scientifica: almeno questa dinamica culturale non la perdiamo. L’irrazionalità, vedi gli oroscopi, può essere più leggera solo se abbiamo l’energia del vapore (di nuovo conio, si intende).







