La memoria culinaria è la coazione a ripetere più loffia: ritrovare un sapore d’infanzia è come incontrare da adulti la primissima cotta. Ho fatto del modo strafottente di svuotare l’anguria di mia madre la mia madeleine di bambina. Il mio stare con gli occhi puntati alla buccia curva e lucida del frutto in attesa del suo gesto spavaldo, l’impertinenza dipinta sul volto ancora giovane di mamma, la soddisfazione del rosso pieno scavato direttamente in bocca senza passare dal piatto, l’imbarazzo del vedere fare a lei ciò che a noi era proibito. Ho negli occhi il volto di bambina di mia madre. A lei resterà sempre il sapore fresco dell’anguria.








