In questo numero, sotto la voce miglior articolo della settimana, proponiamo un bel saggio di Laura Cascio, Le donne e la guerra in Pane nero: lo sguardo di Miriam Mafai sulla ‘Resistenza taciuta. Il saggio è dedicato a Miriam Mafai, giornalista e scrittrice (Firenze, 1926). Mafai «sotto il segno felice del disordine, ha un percorso umano e politico che la vede per anni impegnata nella resistenza partigiana, nelle lotte contadine e nelle battaglie femministe. Tuttavia, lei contadina non era, anzi veniva da una famiglia di artisti antifascisti dediti alla pittura, alla scultura e alla musica. Forse è proprio questo ambiente fuori dagli schemi – sottolinea Laura Cascio. – “in un’Italia conservatrice e dominata dal Duce, a instillare i primi desideri di militanza della giovane Miriam”. La sua pubblicazione di maggior incisività nel panorama editoriale italiano, risulta però essere Pane nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale (1987). Qui si raccontano le condizioni delle cittadine italiane dell’epoca, passando in rassegna i vissuti di donne diversissime tra loro per carattere, età, provenienza geografica ed estrazione socio-economica, unite però dal medesimo desiderio di resistere alle tragedie della guerra: il racconto, sostenuto da una cospicua varietà di fonti, copre un arco temporale che va dal 10 giugno 1940 alla primavera del 1945 ma si arricchisce anche di numerose digressioni e approfondimenti che illustrano il panorama culturale italiano pre e post-bellico, evitando qualsiasi forma retorica o di mitizzazione delle sue protagoniste. Si racconta come il pane nero è stato protagonista per secoli e come siamo andava avanti, colorando di più il mondo, non solo il pane.







