Mio fratello è venuto a prendermi con la macchina alla stazione dei pulman, era da prima del covid che non andavo a trovarlo a casa sua, sull’Adriatico. Poco prima di arrivare davanti al suo cancello, mi ha detto: a casa c’è un ospite gradito. E chi è? Ho chiesto. Come suo solito, mio fratello non ha riposto alla domanda posta. Aperta la porta di casa mi sono guardata intorno e ho visto ai piedi del divano una cosa simile a un gomitolo di lana color cioccolato al latte. Mi sono avvicinata, l’ho raccolto e ho scoperto Clara. Mai visto un cagnolino così piccolo, sembrava un Trudy. È un barboncino Toy! mi dicono dalla cucina. Significa un barboncino di dimensioni più piccole, che rimane così, non cresce, perfetto da mettere in borsetta. È disabile! mi dice sempre la compagna di mio fratello dalla cucina. Clara è nata con un problema alle zampe di dietro, alle rotule, dovrà essere operata. Quindi mi aspettavo di vedere uno di quei cani che camminano trascinando le zampe posteriori, oppure si muovono grazie a un carrellino con le ruote. Invece Clara, a dispetto del nome che è quello dell’amica di Heidi venuta da lontano che non camminava, corre. Corre tantissimo! Mi dicono mio fratello e la compagna uscendo dalla cucina e venendomi incontro con un piatto di fichi in mano. E gioca e morde tutto! Aggiungono.
Io sono una gattara, ma a Clara non resisto, così mi dimentico di tutti e regredisco ai miei 5 anni e sprofondo nel divano con lei. Vuole le carezze, se levo la mano dal suo muso se la viene a riprendere, corre su e giù dalla mia pancia al mio viso, poi scende in terra e corre verso la cucina, ogni tanto le zampe posteriori si piegano ma a lei continua a correre poggiandosi sulle anche, sulle ginocchia, in qualche modo non si ferma, poi torna da me, mangia il mio ventaglio di stoffa (sull’Adriatico è piuttosto umido ad agosto), mangia il mio pacchetto di fazzoletti, mi fa sentire i suoi dentini sui miei polpastrelli, i suoi dentini piccoli, perfetti, una miniatura di quelli normali. Lei è una miniatura del reale, una miniatura fortissima, inarrestabile. Poi all’improvviso si addormenta, mentre corre, mentre gioca, mentre ti morde. Si spegne senza preavviso, come un giocattolino cui si scaricano le batterie. Riposa. Ha solo un mese. Io la vorrei svegliare e continuare a giocare con lei, ma resisto, la tengo in una mano e con l’altra mangio due fichi. Poi suona il campanello, arrivano gli altri ospiti, è ora del pranzo. Tra loro c’è un bambino di 12 anni che appena entra chiede dov’è Clara? La vede nella mia mano e se la prende, la sveglia e ci comincia a giocare. Non sa che io ho 5 anni.








