• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Alla ricerca della madeleine perduta

Lo zabaione della nonna, di Giovanna Rodolfi, pedagogista.

da Redazione
14/07/2025
in Alla ricerca della madeleine perduta
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Tutto inizia da quello che per mia nonna rappresentava una sorta di peccato originale, una colpa che investiva l’intera famiglia: ero magra. Uno stecco, per lei che aveva visto due guerre, una da bambina e una con una figlia e con l’ossessione del cibo che non c’era. Essere magri era un affronto all’universo e a qualunque dio. A lei, soprattutto, che si improvvisava cuoca con poco talento ma tanta buona volontà. Era colpa mia, sua, dei miei genitori, soprattutto, che non capivano la portata del dramma. Scattava così l’ora della riscossa. A modo suo. E il suo modo era delizioso. Darei qualunque cosa per poterlo rivivere, anche se adesso mi porterebbe direttamente al pronto soccorso in codice rosso: lo zabaione. Non uno zabaione normale: uno zabaione per magri, potenziato, truccato come una lancia delta. Ricordo lo sguardo determinato con cui apriva le uova (il plurale è perfettamente aderente alla realtà) e separava il giallo dall’albume. Poi si sedeva al suo sposto a tavola e cominciava a mescolare con l’energia di una pala meccanica il tuorlo con zucchero a cucchiaiate. Per quanto ne aggiungesse, non era mai abbastanza. Soppesava il composto e ne metteva un altro cucchiaio. Non si sa mai.  Io guardavo la crema densa e soffice, giallo paglierino, in attesa di ricevere l’albume montato a neve. A mano, ovviamente. Sento ancora il tintinnio della forchetta contro il piatto mentre il liquido trasparente si trasformava in una sorta di bagnoschiuma candido dalle forme buffe. Univa il composto, versava un cucchiaio di liquore e mescolava ancora, con espressione sempre più soddisfatta. Mi passava la scodella piena fino all’orlo come l’elisir di lunga vita. Non c’era bisogno di parole. Era tutto lì dentro: l’amore, la cura, la dedizione assoluta. Non so se era quello, o il rum, ma il sapore di quel nettare lo sento con una nitidezza che mi commuove. Sento i granellini di zucchero tra i denti, la consistenza impalpabile della crema, il liquore che mi faceva sentire grande e che rimaneva da solo sul fondo.

Articoli suggeriti

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice

Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione

Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa

Precedente

Il problema del pomodoro

Prossimo

Quello che le piante non dicono.

Hai letto anche questi?

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice
Alla ricerca della madeleine perduta

Dacci oggi il nostro pane quotidiano…, di Stellina aka Gioia, aspirante scrittrice

03/11/2025
Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione
Alla ricerca della madeleine perduta

Riso e latte, di Ilaria Oggioni, project manager formazione

22/10/2025
Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa
Alla ricerca della madeleine perduta

Pane dolce da solo, di Marianna Felici, studentessa

10/10/2025
Prossimo
Piante vecchie e nuove? Sì, ma la biodiversità si costruisce

Quello che le piante non dicono.

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.