C’è chi dice: da grandi crisi nascono grandi opportunità. Chissà se è vero, o quantomeno chissà se è necessario. Arrivare alla crisi dico, con tutti i casini e le sofferenze che seguono, nonché le depressioni e quella perturbante sensazione di immobilità che ci fa passare decenni nell’attesa della soluzione.
Magari ci sarebbero anche dei modi per avere accesso alle grandi opportunità, senza passare per la crisi. Ma facciamo finta che sia vero, e in riferimento al settore agricolo domandiamoci: ma i dazi americani che colpiranno come le falciatrici a cottimo i nostri prodotti, sono efficaci per il popolo americano? In generale, sono un buon metodo per equilibrare la bilancia commerciale?
Il Presidente Americano ritiene che i dazi possano essere utilizzati per risolvere qualsiasi cosa: aumentare le entrate fiscali, sostituire le tasse nazionali, eliminare il deficit commerciale riequilibrando gli scambi, riportare i posti di lavoro manifatturieri negli Stati Uniti, proteggere la sicurezza nazionale.
Una consistente fetta di analisti economici spiega e rispiega che sì, i dazi possono, in effetti, a volte aiutare a raggiungere alcuni di questi obiettivi. Ma data la natura complessa e interconnessa di questi problemi, usare le tariffe per risolvere uno di essi potrebbe ostacolare la capacità del paese di risolverne un altro.
Per esempio, a proposito di tassazione, Chad P. Bown e Douglas A. Irwinci di Foreign Affair ci fanno notare che nell’anno fiscale 2024, il governo federale degli Stati Uniti ha speso un totale di 6,4 trilioni di dollari. Eppure nel 2024, gli Stati Uniti hanno importato solo 3,3 trilioni di dollari di beni. Anche un dazio del 100 percento su tutti i beni importati non sarebbe sufficiente a finanziare il governo federale e qualsiasi dazio a quel livello taglierebbe drasticamente le importazioni, riducendo drasticamente le entrate degli Stati Uniti e infliggendo costi enormi all’economia.
Gli analisti del Peterson Institute for International Economics, poi, aggiungo che circa il 60 percento delle entrate del governo federale negli ultimi anni proviene da imposte sul reddito personale e aziendale. Il reddito personale degli americani, che nel 2024 ammontava a 24,7 trilioni di dollari, combinato con il reddito aziendale costituisce una base imponibile molto più ampia e non si ridurrà così rapidamente come le importazioni quando saranno colpite dalle tasse.
Anche se Trump dovesse selezionare attentamente i dazi che massimizzano le entrate tariffarie e imporre aliquote tariffarie a un sorprendente 50 percento, e tralasciando l’impatto negativo delle tariffe sulla crescita economica, le tariffe porterebbero solo il 40 percento delle entrate generate dalle attuali imposte sul reddito statunitensi su individui e aziende.
E questa stima ignora le potenziali ritorsioni da parte dei partner commerciali, che potrebbero rallentare ulteriormente la crescita economica degli Stati Uniti danneggiando le esportazioni.
https://www.foreignaffairs.com/united-states/incoherent-case-tariffs







