Non si può scrollare in santa pace un social senza vedere arrivare qualcuno, a volte un medico, a volte un nutrizionista, a volte un semplice influencer, che ci parla e ci allarma sullo zucchero. La zuccherofobia ha da un decennio invaso le nostre menti e spesso nelle discussioni si passa da Kant allo zucchero, o dallo sport allo zucchero o dal patriarcato allo zucchero, come se niente fosse. Chi alla vista dello zucchero bianco si fa il segno della croce e chiama un esorcista, chi giura che è un veleno (l’ha detto Robert Kennedy Jr., l’attuale ministro della Salute statunitense), chi davanti a un caffè illustra le (inutili) differenze tra zucchero integrale e quello bianco, chi taglia corto, sostenendo di preferire il miele (quasi come se il miele non fosse zucchero): in questa ansia da zucchero, quasi mai si parla di quantità (che è il vero pericolo), e non si ricordano le linee guide dell’OMS ( che parla delle riduzioni di zuccheri liberi, vero pericolo, se in eccesso) ma si accusa l’alimento tout court, ignorando che i nostri mitocondri lo richiedono e che tutti gli elementi sintetizzati dal nostro corpo alla fine della fiera forniscono zuccheri (cioè energia) alle nostre cellule. Il Post, partendo dall’annuncio di Coca-Cola di offrire negli Stati Uniti una versione della propria famosa bevanda addolcita con lo zucchero di canna al posto dello sciroppo di mais, riassume quello che non sappiamo sullo zucchero (pur credendo di saperne) e ragiona dunque, finalmente, chiarendo le proprietà dell’alimento.
https://www.ilpost.it/2025/07/24/zuccheri-differenza-saccarosio-fruttosio-glucosio







