Angelo Mastrandrea, con un bel reportage sul Post, racconta, tra le altre cose, come ad Arcidosso, un comune di 4.500 abitanti sul versante grossetano dell’Amiata, ogni mattina alle cinque avviene il reclutamento di centinaia di persone, in genere richiedenti asilo che escono dal centro di accoglienza e si avviano verso il corso principale del paese. Indossano abiti sporchi di fango, portano sulle spalle zaini pieni, hanno giubbotti con i cappucci calati sulla testa e il volto coperto da cappelli, sciarpe o passamontagna per ripararsi dal freddo, e, guidati da un reclutatore (un caporale), in genere un connazionale, vanno a lavorare come braccianti nelle aziende agricole. A proposito di problemi in agricoltura, questo è uno dei più grandi e dei meno raccontati, siamo tutti sommelier e buongustai, fautori della tradizione alimentari, o sperticati innovatori ma concentrati come siamo sul prodotto ignoriamo coscientemente la vita dura (spesso schiavistica) della fabbrica.







