Perseverare è diabolico ma a volte benefico. Difatti, dopo molte battaglie, discussioni e tanta confusione sotto il cielo, il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva le norme che regolarizzano e facilitano la coltivazione delle piante ottenute con la nuova tecnologia rubricata sotto la voce CRISPER-CAS9, in Italia chiamate TEA (tecniche di evoluzione assistita) mentre in Europa vanno sotto l’acronimo NGT (nuove tecniche genomiche): in sostanza sono piante resistenti al clima e ai parassiti, che offrono rese più elevate e richiedono meno agrofarmaci.
Le nuove norme dell’UE segnano una svolta verso una regolamentazione delle piante basata sulle loro caratteristiche genetiche finali, piuttosto che sul modo in cui sono state ottenute. Le piante modificate tramite NGT saranno suddivise in due categorie con obblighi giuridici diversi.
NGT-1 — Questa categoria riguarda le piante sottoposte a un numero e un tipo di modifiche limitati, ottenibili anche con tecniche di selezione convenzionali. Dopo aver verificato che soddisfano i criteri per ottenere lo status di NGT di categoria 1, queste piante saranno trattate alla stessa stregua di quelle convenzionali.
Su richiesta del Parlamento, le piante geneticamente modificate per resistere agli erbicidi e produrre sostanze insetticide non possono rientrare nella categoria NGT-1.
NGT-2 — Questa categoria riguarda le piante che hanno subito modificazioni genetiche più ampie o complesse. Sono regolate dalle norme in materia di OGM già in vigore e saranno quindi soggette a valutazione del rischio. Inoltre, dovranno ottenere un’autorizzazione prima di poter essere commercializzate nell’UE.







