• Torna al Foglio.it
martedì 6 Ottobre 2026
  • Login
Agrifoglio
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Agrifoglio
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Forse non tutti sanno che

La foresta amazzonica produce il 20% dell’ossigeno che respiriamo?

da Alberto Guidorzi
06/10/2024
in Forse non tutti sanno che
Condivisi su FacebookCondividi su Twitter

Articoli suggeriti

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

La Gran Bretagna e gli alberi

Quanti morti per gli incendi?

Di recente si è detto che la foresta amazzonica produce il 20% dell’ossigeno che respiriamo? Vediamo: l’Amazzonia ha una superficie pari a 5,10 6  km 2 che percentualmente è pari all’1% della superficie del globo terrestre (510,10 6  km 2 ). Come potrebbe l’1% della superficie produrre il 20% di O2? Dovrebbe essere 20 volte più produttivo della superficie media terrestre e oceanica. Ma andiamo oltre nel controllo: il 50 e il 60% dell’O2 prodotto (e consumato) si trova nel mare e nell’oceano (fitoplancton, alghe, ecc.) e quindi alla superficie terrestre resta tra il 40 e il 50% dell’O2 prodotto (e consumato). Secondo calcoli un po’ approssimativi, tutte le foreste intertropicali producono circa il 25% dell’O2 prodotto nei continenti (non bisogna dimenticare le foreste temperate e boreali, le steppe e le altre savane, le mangrovie e altre foreste molto produttive zone umide, ecc.), ovvero circa il 12% dell’O2 prodotto (e consumato) sul pianeta. Se assumiamo che la foresta amazzonica produce (e consuma) circa il 40% di questo ossigeno proveniente dalle foreste tropicali (la foresta amazzonica rappresenta circa il 40% della superficie delle foreste intertropicali, perché non bisogna dimenticare l’Africa e il Sud-Est asiatici), ciò corrisponde a circa il 5% dell’ossigeno prodotto (e consumato) sulla Terra. Ma il 5%, fino a prova contraria è 5 volte meno del 20% sbandierato. Vorrei terminare con una storiella: a Venezia, dopo la messa domenicale, i maggiorenti della Repubblica si riunivano in un frutteto adiacente al Basilica di San Marco e si scambiavano pareri e notizie sui fatti della settimana. Il frutteto in veneziano si chiamava “brolo” e quindi per dare autorevolezza alla notizia avente questa fonte si aggiungeva la frase in dialetto “i lo ga dito in brolo”. Evidentemente, sarà capitato che qualche aristocratico poteva avere interesse a diffondere una certa notizia anche se non veritiera ed allora vi aggiungeva che l’aveva udita “in brolo”. Questo abuso si sarà evidentemente diffuso e, infatti, nel tempo ha provocato che “in brolo” si trasformasse in “imbroglio”.  

Precedente

Genome editing e agricoltura.

Prossimo

Nessuno produce da solo, Alex Giordano ci racconta agrifood 5.0

Hai letto anche questi?

Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

25/09/2026
La Gran Bretagna e gli alberi
Forse non tutti sanno che

La Gran Bretagna e gli alberi

01/09/2026
Qualcosa di chiaro sui maledetti incendi californiani
Forse non tutti sanno che

Quanti morti per gli incendi?

04/08/2026
Prossimo
Nessuno produce da solo, Alex Giordano ci racconta agrifood 5.0

Nessuno produce da solo, Alex Giordano ci racconta agrifood 5.0

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter di Agrifoglio: due volte al mese Antonio Pascale racconta i nuovi terreni dell'innovazione italiana attraverso i volti, le storie e le frontiere dell'agricoltura.

Maxi truffa bio
Miglior Articolo

Maxi truffa bio

da Redazione
Ottobre 5, 2026
0

Tutti noi che amiamo l’agricoltura del futuro, quella che usando meno input e sperimentando nuove tecniche, sia di coltivazione sia...

Leggi tuttoDetails
 La comunità Agrifood 5.0, raccontata da Alex Giordano
Editoriali

Cose che si possono fare

da Antonio Pascale
Settembre 30, 2026
0

Siete sicuramente al corrente delle New Genomic Techniques (NGT) che in Italia (anche per non spaventare tanto l’opinione pubblica) sono state ribattezzate in ...

Leggi tuttoDetails
Gli agrumi: vengo da lontano andrò lontano, nonostante le difficoltà (raccontato grazie alla voce del professore Giuseppe Barbera)
Come Funziona

Cosa stanno facendo di bello al CREA

da Redazione
Settembre 29, 2026
0

Al Crea è partito il progetto TEA4IT articolato in quattro aree principali: TEA4IT-SOL dedicato a pomodoro e melanzana, TEA4IT-CER per cereali come riso,...

Leggi tuttoDetails
Gli schiavi che lavorano per le nostre eccellenze
Forse non tutti sanno che

L’agricoltura italiana ovvero della frammentazione

da Redazione
Settembre 25, 2026
0

Il rapporto Real Mutua sullo stato dell’agricoltura italiana 2026 sottolinea che l’agricoltura italiana è costituita da 676 mila imprese, metà...

Leggi tuttoDetails
Agrifoglio

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Informazioni

  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Termini di utilizzo

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Editoriali
  • I Numeri
  • Innovazione
  • Lezioni Private
  • La madeleine
  • AgriCULTura
  • Non tutti sanno che
  • Storia virtuosa
  • Bestiario

© 2024 Agrifoglio.ilfoglio.it è stato realizzato da EditoreInformato

Questo sito web usa alcuni cookie per rendere la tua esperienza di navigazione migliore. Privacy and Cookie Policy.