Sempre molto interessante leggere i giornali, a volte scoprono con molto ritardo cose che in rete e tra gli esperti e anche nei libri, circolano da svariati anni. Non è un rimprovero, anzi: alcuni giornali hanno dignità notarile, nel senso che quando affrontano un argomento, riescono a certificarne e validarlo e non solo, a sdoganarlo presso i propri lettori. Per esempio, sui grani antichi, sulle loro presunte qualità, si sono espressi da decenni molti agronomi e scienziati e divulgatori. Già da decenni, come si dovrebbe fare in una società che ha cura dell’epistemologia, i grani antichi sono stati esaminati a dovere e sempre, ripetiamo, come si dovrebbe fare, liberi da ideologie e votati alla curiosità scientifica, insomma da decenni sono state tirate le conclusioni: i grani antichi non sono migliori di quelli moderni – ovviamente chi vuole coltivarli e sperimentarne l’uso è il benvenuto, ma ciò non ci libera dall’esaminare e giudicare le prove, le evidenze scientifiche. Ora, la Repubblica riprende un documentario della BBC dove si esamina (come sa fare la BBC) la moda dei grani antichi e arriva alla conclusione che: non esistono evidenze scientifiche che siano migliori di varietà più recenti. la Repubblica, dunque, a firma del bravo Luca Fraioli, commentando il documentario della BBC, intervista uno dei nostri miglior genetisti, Luigi Cattivelli (tra l’altro autore del bel libro Pane nostro, grani antichi farine e altre bugie, Il Mulino, 2023) e ne viene fuori un bell’articolo: preciso e con i distinguo del caso. Insomma un bel pezzo, il migliore della settimana.
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/04/14/news/farro_quinoa_kamut_grano_proprieta-425282235







