Diversi studi e ricerche di psicologia arrivano alla conclusione che la natura non solo ci rivitalizza, ma sembra anche ravvivare il nostro spirito di causa comune.
Siccome la nostra epoca appare sempre più frammentata e solitaria, l’accesso alla natura (anche quella artificiale, cioè realizzata dall’uomo con buone regole urbanistiche) potrebbe darci una mano a risolvere il problema. A tutt’oggi l’accesso alla natura non solo è diseguale ma è in costante diminuzione.
Da segnalare infatti che dopo la sbornia romantica, in America (non a caso uno stato con molteplici bellezze naturali) più della metà degli adulti lamenta problemi solitudine. Le persone, soprattutto i giovani, trascorrono meno tempo all’aria aperta rispetto a prima, perdendo, di conseguenza, non solo i benefici mentali e fisici della natura, ma anche i punti di riferimento artistici e culturali.
Alcuni ricercatori hanno recentemente analizzato 5 milioni di libri in lingua inglese e hanno scoperto che le parole legate alla natura come “fiume”, “muschi” e “fiori” stanno scomparendo dalla nostra letteratura a un ritmo rapido. Tra il 1800 e il 2019, si è registrato un calo di oltre il 60% di questi termini.
D’altra parte, sono diversi gli studi che mostrano i benefici della natura sulla salute umana. Vediamone alcuni: Nel loro paper, intitolato Il contatto con la natura aumenta la percezione dell’umanità negli altri, alcuni ricercatori cinesi (Lei Cheng, Xijing Wang, Jiaxin Shi ,Fei Teng) ci dicono che alberi, ruscelli e dolci colline possono farci sentire più connessi agli altri e generare un senso di comunità. L’esposizione alla natura aumenta anche la nostra auto trascendenza, facendoci sentire più legati agli altri e rendendoci conto di essere parte di un mosaico di vita che è più grande di noi stessi.
Anche Marc Berman in altro suo studio I benefici affettivi, cognitivi e sociali dell’interazione con la natura, mette in evidenza che mentre camminavano in una serra naturale, le persone pensavano meno a se stesse e più all’ambiente circostante e agli altri, mentre chi si trovava in un centro commerciale, provavano impulsi più personali e compulsivi.
E’ invece del 1984, un importante studio (La vista attraverso una finestra può influenzare il recupero dopo un intervento chirurgico, di RS Ulrich) dove si dimostra che i pazienti post-operatori di un ospedale suburbano della Pennsylvania, le cui stanze avevano una vista sugli alberi anziché su un muro di mattoni, avevano degenze più brevi, necessitavano di meno antidolorifici e ricevevano meno valutazioni infermieristiche negative.
Tra l’altro questa scoperta, che ha spinto molti ospedali a riorganizzare i propri ambienti, è stata seguita dalla convalida scientifica di una serie di altre intuizioni di lunga data sui benefici della natura.
Ancora, gli aspetti della natura sono stati ora collegati, in vario modo, a miglioramenti nelle funzioni cognitive e nell’autocontrollo nei bambini e a una riduzione di rischio di persone con problemi psichiatrici in età adulta, come depressione, abuso di sostanze e disturbi alimentari.
L’esposizione alla natura può abbassare la pressione sanguigna, ridurre il rischio di diabete, migliorare la salute mentale e trattare l’ADHD meglio o in maniera simile a una dose di Ritalin. Allo stesso modo, i suoni della natura, come il canto dei grilli e il frangersi delle onde, possono aiutarci a ottenere nei test cognitivi rispetto alla cacofonia della vita urbana, come il traffico.
La vicinanza al mondo naturale può anche contribuire ad affrontare le enormi disuguaglianze che esistono tra noi. Avere solo 10 alberi di dimensioni decenti in più in un isolato, in media, si è tradotto in un aumento dell’1% del benessere dichiarato dai residenti – un incremento equivalente a circa 10.000 dollari in più di ricchezza o sette anni in meno.
Aggiungendo, in media, un singolo albero in più, i partecipanti erano effettivamente più sani di quelli con meno alberi – con un piccolo calo medio in un insieme di condizioni tra cui ictus, diabete, ipertensione e malattie cardiache.
Sempre Marc Bermam, uno degli autori di quest’ultima ricerca (2015) ha dichiarato: Certo, sembra un po’ magico, sono sempre diffidente nei confronti delle cose che sembrano troppo belle per essere vere, ma ci sono molte prove che lo dimostrano.
Quindi che aspettiamo a metterci alla prova con la natura?







