Mi sono sempre piaciute le cose semplici. Da piccola impazzivo per il pane, in particolare per la spaccata, una piccola pagnotta non troppo croccante, tipica della mia città. Quando tornavo da scuola e mi fiondavo a tavola, non mi importava quale prelibatezza stesse cucinando mia madre, a me bastava avere un pezzo di pane sul tavolo. Allungavo la mano nel sacchetto di carta e sceglievo accuratamente quella del punto di bianco che mi più mi aggradava. Prendevo una pagnotta e, cercando di non farmi vedere, iniziavo a mangiare la mollica. Scavavo tunnel di mollica, finché la pagnotta non diventava come un esoscheletro vuoto dalle pareti intatte. Mi divertivo soprattutto a sistemarla ben nascosta tra le altre sorelle. E attendevo furtiva, cercando di capire chi, durante il pasto, avrebbe pescato la pagnotta fortunata. Non so il perché, ma mia madre ci riusciva sempre.








