Primavera del 2012, ultimo anno delle medie. Torno da una giornata scolastica che ho imparato a mandare giù, passata con la mente appollaiata sull’albero fuori la finestra della mia classe, fra fantasie che custodisco gelosamente.
Sono quelle a farmi scivolare addosso le opinioni di docenti e compagni, eccetto per la mia migliore amica, seduta accanto a me, la mia partner in crime.
Per questo torno a casa felice, nonostante tutto, con Mama Lover delle Serebro nella testa. Salgo le scale, entro in casa, mi metto comoda e pranzo a tavola. Ma la portata migliore la gusto in camera mia, quando le stoviglie sono finite nel lavello e la tovaglia nel cassetto: il Magnum Infinity.
Uno dei tanti gelati a edizione limitata della famosa linea, appartenenti a quell’era in cui il nome “Magnum” aveva ancora un senso, e il rapporto quantità-prezzo anche. L’involucro al cioccolato fondente, in cui sono incastonati semi di cacao tostati, racchiude un gelato al cioccolato variegato con…? Indovinato, salsa al cioccolato. Niente a che vedere con i prodotti degli anni 2020, morsini di acqua e zucchero dal vago sentore di lampone, di solito firmati da un pasticcere sull’orlo di una crisi di nervi.
Il Magnum Infinity può essere descritto col suo nome: un’esplosione intensa di cioccolato, croccante e cremosa, e che mi aspetta ogni giorno dopo la scuola.
Non mi piace molto stare ferma per digerire, sfoglio al massimo qualche pagine di Topolino. Poi prendo l’mp4 e, da brava fan dell’Eurovision Song Contest, mi scateno sulle note di canzoni che conosco solo io, provenienti dai Paesi più disparati, dall’Armenia all’Ucraina.
Uso il tappeto di camera mia come palco, e la mia immaginazione crea pubblico, vestiti di scena, e altri performer. La mia felicità è tutta qui, in un gelato al cacao, la luce del primo pomeriggio in camera mia, e un festival che in un anno mi ha regalato una cultura e un’esperienza umana senza paragoni.
Posso dire senza ombra di dubbio che non sono mai stata felice come a quattordici anni, sola e al contempo connessa col mondo.








