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Home Bestiario sentimentale

Il morso di Cico, Stefano Lucarelli, attore e scrittore.

da Redazione
24/10/2024
in Bestiario sentimentale
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Era già lì.

Quando uscivo dalla cucina con il vassoio delle carni da bruscare sulla griglia, Cico, splendido esemplare di pastore tedesco, era già lì.

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L’area barbecue si trovava su una collinetta non distante dalla zona ristorante.

Lui sentiva il momento, insieme ai commensali che, al mio passaggio, “acquolivano” la bocca al solo pensiero.

In estate, poi, alcuni dei clienti che amavano salire con me anche solo per vedermi all’opera e seguire le operazioni, rimanevano guardinghi difronte alle sue mascelle attrezzate agli ossobuchi e alle costole di bistecca.

Del resto, il suono cruento e preistorico della sua dentatura al contatto con le ossa avrebbe immobilizzato chiunque.

Una volta un cliente si presentò con una maialina scura, odorosa e con tanto di fiocco rosa intorno al collo assolutamente eccitante.

Quando Cico la vide cercò di capire che razza di essere animale fosse.

Sembrava intimorito.

Ma l’odore di carne sudata e grassa che gli barcollava davanti risvegliò in lui sentori antichi.

Iniziò a muoversi in cerchio intorno a lei che aveva iniziato a preoccuparsi agitando le chiappone in tondo.

Lui, a quel punto, raccolto quel tanto di eredità lupina che, giro dopo giro, aveva preso il sopravvento sul cane, strinse il cerchio del suo trotto sempre più vicino alla succulenta vittima basculante.

Il padrone s’intimorì, ma ormai il momento era propizio.

In uno scatto improvviso, predatore risorto, la bocca di Cico si spinse verso la maialina e serrò la mascella di punta al centro del grande culotto infiocchettato.

In un concentrato di versi, stridori e richiami ci accorgemmo che la povera vittima mostrava ben chiaro sulla sua pelle scura un piccolo foro rossiccio e lucido, segno che il canino aveva centrato l’obiettivo.

La sera ridemmo un po’ della cosa riproponendo fra di noi il gesto fatale.

Anni dopo, quando venni a sapere della sua dipartita, immaginai di vederlo rincorrere nel suo paradiso la povera mailaina ancora spaventata da quelle fauci pronte più al morbidoso grattino delle mani che all’acchiappo famelico di antico retaggio animalesco. 

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