Uno studio in via di pubblicazione su Urban Sustainability (gruppo Nature) analizza un paradosso: se da una parte l’urbanizzazione consuma inesorabilmente le aree vegetate, dall’altra le piante urbane rimanenti spesso mostrano una crescita maggiore. Il risultato netto di questo compromesso, noto come “compensazione della crescita”, è stato scarsamente quantificato su scala globale. In questo studio si sviluppa un nuovo quadro concettuale per analizzare il paradosso e quantificarlo. Esaminando 998 città in tutto il mondo dal 2001 al 2022, si mette in luce una compensazione della crescita generalmente positiva e diffusa a livello globale, senza significative fluttuazioni temporali. Gli effetti possono compensare circa il 41% o il 31% della perdita di vegetazione dovuta all’urbanizzazione (utilizzando rispettivamente la vegetazione e la produttività come indicatori). Le caratteristiche del paesaggio, in particolare l’intensità dell’urbanizzazione, imprimono costantemente un’impronta forte e persistente sulla compensazione della crescita. Qualora si riuscisse a inverdire infrastrutture come tetti e muri, si potrebbe contrastare quasi completamente la perdita di vegetazione causata dall’espansione urbana. Insomma, lo studio cerca di risolvere il paradosso, la città offre opportunità e amplifica gli scambi di idee, quindi, si spera, l’innovazione, ma allo stesso tempo consuma risorse. E’ possibile mitigare l’impatto ambientale, aprendo la strada a una migliore gestione delle risorse?







